Riporto una parte dei dialoghi delle puntata della trasmissione REPORT , dedicata ai brutali sistemi di vendita usati dalle assicurazioni e banche. Lo stralcio riguarda Alleanza assicarazioni e lo sfruttamento dei collaboratori.
"..Franco, Maria, Luisa ci hanno scritto che dopo anni passati a cercare di portare a casa lo stipendio senza troppi danni per il cliente , adesso non ce la facevano più a salvare capra e cavoli. La loro compagnia Alleanza Assicurazioni chiede troppo. Cosa vuol dire? L'unica modo per saperlo è quella di diventare agenti e Giovanna Corsetti l'ha fatto.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Una mattina partiamo e andiamo a trovare chi ci aveva scritto: Maria, la incontriamo nel suo ufficio e comincia a raccontarci.
MARIA
Io questo coso non l'ho venduto perché a me mi fa schifo, perché me lo sono andato a studiare, ma questa sono io, gli altri 10 mila collaboratori, dice "sì, quanto guadagno? Vabbé, vado"
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Invece di andare subito dal capo a chiedere che cosa fa tanto schifo a Maria, decido di entrare dalla porta di servizio e di mettermi a fare l'agente assicurativo per vedere come si vive nelle agenzie. Molte delle cose anticipateci da Maria, come vedremo, risulteranno essere vere.
MARIA
Tu ti trovi lì che questi stanno con la bava alla bocca perché non gli pare vero che gli arriva un collaboratore sveglio, perché poi vedono che chiacchieri, fai, dicono "abbiamo vinto al Totocalcio."
AUTRICE
Volevamo sapere, signora, se cercate gente Promotrice Alleanza.
ALLEANZA ASSICURAZIONI
Si perché noi ci avvaliamo di collaboratori esterni, tutti quanti siamo partiti come collaboratori esterni e poi piano, piano…
MARIA
Tu entri, pigliano a te, a lui, a chiunque, ti fanno "ah lei può fare carriera, noi la potremo assumere"; invece poi ti assumono dopo 2-3 anni perché nel frattempo ti sfruttano…
PROMOTORE FINANZIARIO
Cioè voglio dire da noi esiste realmente l'assunzione, la tredicesima, la quattordicesima, le ferie pagate, però, l'Alleanza prima di assumere un dipendente che poi gli deve dare uno stipendio fisso, la persona o vale o..
MARIA
Allora, tu ti impegni i primi mesi, poi ti accorgi che i soldi non sono quelli che ti avevano promesso, la carriera richiede tempi lunghissimi, ti alzi e te ne vai.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Per anch'io me ne vado, ma prima di congedarmi.
PROMOTORE FINANZIARIO
Gli dai una lettera di nomina per uno, così dopo se la leggono. Poi gli dai anche un TuttoProdotti e loro incominciano a leggere, gli dico io quello che devono leggere.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Torno il giorno dopo per iniziare la formazione
PROMOTORE FINANZIARIO
Allora avete studiato un po'?
AUTRICE
Un po' si
MARIA
Se ci hai culo ti fanno fare un corso di formazione di tre giorni, tre mattine,
AUTRICE
Se no niente, a digiuno?
MARIA
Altrimenti te li spiega il responsabile, il capo settore che ti seguirà, ti spiega, ti dà una infarinatura, tu non ci capirai quasi niente perché un'infarinatura è un'infarinatura.
PROMOTORE ALLEANZA
Qui da noi, non facciamo tre mesi di stage pe poi incomincià a lavorà, perché se no i soldi li vediamo dopo 6 mesi, qui da noi cerchiamo di fare tutto in contemporanea, la mattina se fa un po' di formazione, secondo me dovete incomincià a provà.
AUTRICE
Come?
PROMOTORE ALLEANZA
L'importante se io ho un contatto, cioè conosco delle persone che hanno anche possibilità, "guarda, sto in una società che offre anche servizi finanziari, te posso venì a trovare?".Punto, Di che si tratta? Preferisco venirte a trovare.
AUTRICE
Farlo sentire assistito.
PROMOTORE ALLEANZA
Ma più che assistito, noi ci dobbiamo fa i contratti.
MARIA
T'ammollano lì una zona di 50 clienti e ti portano a fare le trattative.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Però prima qualcosa me la spiegano.
PROMOTORE ALLEANZA
Anche nella semplice telefonata, nel semplice appuntamento, ci sono delle strategie.
AUTRICE
Che faccio spiego che ho appena cominciato?
PROMOTORE ALLEANZA
No, no tu gli devi dire che sta a fa l'esame, non c'hai ancora il mandato dalla CONSOB, non è vero, una bugia a fin de bene, no?
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ma per il bene di chi? Del cliente che si becca una un po' bugiarda e molto incompetente su prodotto e vendita, perché di fatto la formazione non l'ho fatta.
MARCO CASU - Direttore generale Alleanza assicurazioni
Non abbiamo mai detto, né ci sogniamo di dire che la formazione non si deve fare, anzi è un momento costitutivo del rapporto con i nostri neocollaboratori.
AUTRICE
Certo si farà pure, però a me danno subito a lavorare
AUTRICE
Pronto buongiorno la chiamo da Alleanza e volevo sapere quando era possibile passare per sistemare il mese di agosto?
E se le dicessi che io sono stata da alcuni suoi clienti da alcuni risparmiatori.
SIGNORA
Quanto abbiamo detto?
AUTRICE
384 e 76 centesimi
SIGNORA
Mo speriamo che c'ho i centesimi, mo vado a vedere.
AUTRICE
Ho ritirato i soldi e non avevo nemmeno dato i documenti alla sua agenzia.
MARCO CASU - Direttore generale Alleanza assicurazioni
Mi spiace sentirlo, non è previsto ed è quindi un'attività questa, che, se verificata dai noi controlli è sanzionabile.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Quella volta lì non hanno controllato, andiamo avanti.
AUTRICE
Siamo di Alleanza
PROMOTORE ALLEANZA
Alleanza è fa polizze a pagamento mensile con incasso a domicilio. Dice perché questa rottura? Perché questo ci permette di tenere caldo il rapporto con il cliente, ripetutamente nel tempo e ovviamente noi non andiamo a casa sua per fare un servizio gratis, andiamo a casa sua per fare un servizio di consulenza.
PROMOTRICE ALLEANZA
Ogni volta che gli stacchi la ricevuta al cliente, il cliente ha un costo.
PROMOTORE ALLEANZA
Il prodotto meno costi ha per il cliente, più guadagni ha per il cliente, meno vantaggi ha per noi è ?!
AUTRICE
Quindi praticamente il cliente dà 100 euro, da questi 100 euro vengono decurtati i costi a secondo delle varie voci.
PROMOTORE ALLEANZA
Però noi non gliele dobbiamo spiegare tutte queste cose al cliente, perché non è questo che il cliente vuole sapere.
CLIENTE
Io gliene ho dati 50?!
MARIA
In questo settore è così, quello che più paga, più viene venduto.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Quello che ho capito è che bisogna vendere il prodotto che è interessante per la compagnia e le mie provvigioni, il cliente deve solo mettere mano al portafogli, per il resto meno sa, meno capisce e meglio è. Nelle convention di alleanza la considerazione per il cliente però è un'altra.
Video redazionale Alleanza assicurazioni
Hanno successo solo le organizzazioni che sanno puntare fortemente sull'etica e l'integrità
SANDRO SALVATI - Presidente Alleanza Assicurazioni
Mi sgolerò, fino all'ultimo della forza delle mie corde vocali per dire ancora che considero il mestiere di Agente, di Agente Generale, in assicurazioni uno dei mestieri più belli del mondo.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E secondo il presidente di Alleanza Sandro Salvati la bellezza sta tutta nel rapporto con il cliente!
SANDRO SALVATI - Presidente Alleanza Assicurazioni
Un rapporto tra 2 persone chi deve scegliere consapevolmente e chi, il consulente deve mettere in condizione consapevole il cittadino, attraverso una consulenza chiara e trasparente.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Nelle agenzie dove sono stata io però, tutta questa trasparenza non si è vista e la trattativa a cui un amico si è gentilmente prestato è andata così.
CLIENTE
Volevo capire di quei 300 euro che vi do, li investite tutti?
PROMOTRICE ALLEANZA
Certo!
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ha detto certo rifacciamo la domanda.
CLIENTE
Volevo capire che costi ho, dai 300 euro non vanno tolti dei costi?
PROMOTRICE ALLEANZA
No, considera che ci sta uno 0,50 euro sui diritti di incasso.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ora qualcosa ha tolto, il mio amico, adeguatamente addestrato, rifà la domanda.
CLIENTE
È tutto, solo lo 0,50 di costi?
PROMOTRICE ALLEANZA
Ci sta un altro 3% di costi, poi il resto viene investito tutto.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ci fermiamo qui, ma chissà, continuando a chiedere a quanto sarebbero arrivati i costi, ma il cliente non deve sapere, ormai lo ho imparato anch'io! Nei giorni trascorsi nelle agenzie di Alleanza si parlava molto di un obbiettivo aziendale, per il quale si promettevano premi alle agenzie, il progetto partner.
AUTRICE
Cos'è il progetto partner?
MARCO CASU - Direttore generale Alleanza assicurazioni
Il progetto partner è un progetto attraverso il quale noi abbiamo chiesto in assoluta trasparenza, ad alcuni clienti del nostro portafoglio, di trasformare le polizze, utilizzando la nuova gestione separata che è l'euro San Giorgio, più dinamica, più flessibile che ha investimenti più remunerativi.
AUTRICE
Il cliente quindi avrebbe tutto da guadagnarci, ma chi l'euro San Giorgio lo deve vendere dice altre cose.
MARIA
Io, se tu mi dai 100 mila euro, non te la vendo, a me! Però quegli altri…cioè, tu immagina di essere uno che guadagna solo da questa cazzo di Alleanza ti vengono a dire "vendi questo prodotto perché è buono". Tu magari, non sei neanche tanto esperto di finanziaria etc. Mi hanno detto che lo pagano bene, perché non lo devo vendere? Se tu sei un professionista e lo fai come si deve tu arrivi dal cliente e gli vendi quello che gli si addice. Se tu invece pensi solo come arrivare alla fine del mese e hai le pressioni dall'alto che ti dico deve vendere devi vendere, tu vai a vendere questa. Questo è il cavallo di battaglia.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ma Maria non è la sola a vedere le cose così, un giorno in una chiacchierata tra colleghi qualcuno comincia a sfogarsi.
GIORGIO
Loro fanno questo ragionamento: tu hai un fondo, il vecchio fondo, che ti garantiva il 4%; male che andava tu dovevi avere per forza il 4%, rischiavi poco.
MARIA
Siccome il fondo nel quale l'azienda sta investendo 'sti soldi dei clienti sta dando meno, allora non vuole rischiare di dovergli pagare di più di quello che il fondo effettivamente gli renderà.
GIORGIO
Ora, loro dicono "c'è un altro fondo", si inventano, "nel futuro andremo benissimo, prenderemo il 7%, il 10%, il 15%" a parole, "però c'è un altro fondo; non ti possiamo dare più il 4%, ti possiamo garantire il 2%, però questo fondo è legato all'euro, all'Euro San Giorgio, non più al fondo San Giorgio che era una garanzia. Cioè la possibilità di prendere il 4% ci metti proprio una croce nera, finito, non lo prendi più.
AUTRICE
È comprensibile però che una compagnia non voglia rimetterci?
MARIA
Tieni conto che lei comunque non ci rimette, perché comunque si è tenuta i costi, vuole guadagnarci di più.
AUTRICE
E come fa?
MARIA
Si deve sbolognare dal groppone queste polizze che se arrivano in scadenza e i tassi continuano ad essere questi non gli sta bene.
AUTRICE
Paga troppo.
MARIA
Paga troppo al cliente, quindi si deve sbolognare questa rogna prima possibile.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Secondo alcuni promotori e agenti di Alleanza la compagnia vorrebbe che loro convincessero chi ha una polizza che rende il 4% sicuro a farne una che rende il 2, cioè la metà, ma come pensano di convincerli?
GIORGIO
Quale vuoi? La consulenza spicciola o la consulenza proprio precisa, formativa, per farti fessa? Quale delle due consulenze vuoi? Quella là al 90% stracciata che fanno tutti quanti o vuoi quella del consulente che ti dice tante belle cose ma ti fa fessa?
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Consapevoli dei nostri limiti scegliamo la consulenza per ignoranti?
GIORGIO
Signora, senta, ora c'è un nuovo fondo che è meraviglioso; il vecchio ormai - l'ignorante - state a sentire a me, questo è un contratto buonissimo perché ora attingete gli interessi su un fondo europeo. Ottimo, infatti vedete, sta scritto 2% qui. Il cliente mica va a ricordare che il suo tasso tecnico era il 4%, mica va a ricordare altre cose; e questo sicuramente ve lo diamo.
AUTRICE
Ma se io ti dico "mi pare di ricordare che una volta io ci avevo il 4%?
GIORGIO
Sì signora, ma il 4% che voi avete avuto è fisso, mentre questo qua è flessibile, il 2% è garantito e può arrivare pure al 7-8 perché l'euro, lei saprà…e tante altre cose che si sciorinano.
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Parole che tornano durante una reale trattativa di Alleanza sul progetto partner.
PROMOTRICE ALLEANZA
Il progetto Partner è una cosa molto buona perché quello che il cliente ha maturato, tolte le spese, viene poggiato su un fondo Euro San Giorgio a maturare interessi, macina interessi su interessi, gli interessi, poi vengono reinvestiti e quindi è una cosa …
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Lo stesso ci ripetono in Alleanza.
MARCO CASU - Direttore generale Alleanza assicurazioni
C'è la ragionevole presunzione che, a scadenza, possa consentire al cliente di ottenere un capitale superiore.
AUTRICE
Mi faccia capire voi ad una persona che ha un rendimento minimo garantito del 4% oggi proponete un rendimento minimo garantito del 2% dicendo che comunque la flessibilità gli farà avere più del 4.
MARCO CASU - Direttore generale Alleanza assicurazioni
Certo, certo, non c'è garanzia e questo è chiaramente scritto.
MARIA
C'è scritto, ma, se io te l'ho impastrocchiata talmente che una firma in più non cambia nulla ma quella firma in più, servirà poi a loro per dire al cliente "hai firmato, hai messo una firma in più… che vuoi?".
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Il contratto non bara , e questo vale per le banche e per le compagnie di assicurazioni, ma nessuno di noi capisce granché e quindi quello che fa La differenza è come ti viene raccontato. E qui siamo nelle mani di chi ce lo vende. Ogni contratto è una commissione, che sarà tanto più alta quanto più sarà conveniente per la compagnia. E la compagnia o la banca indipendentemente da quel che vende si accaparra in media il 2% di costi, il 500% in più rispetto a Stati Uniti ed anche alla Svizzera. Su questo fatto che si mangia ogni anno 20 miliardi di euro dai nostri risparmi nessuna legge e nessuna discussione ha mai messo il dito.
L'avidità è senza fine, chissà se Giovanna Corsetti continuerà a lavorare per noi o cambierà mestiere.
("O la borsa o la vita" venerdì 15 ottobre 2004 ore 21:00 - Rai 3)
"I swear to God, if I were a piano player or an actor or something and all those dopes thought I was terrific, I'd hate it. I wouldn't even want them to clap for me. People always clap for the wrong things". "(Holden Caulfield/JDSalinger - The catcher in the rye)
Thursday, March 03, 2005
il capitalismo brutale di WAL-MART
CANADA, WAL MART CHIUDE NEGOZIO SINDACALIZZATO
E negli Usa paga 135.000 dollari di multa per lavoro minorile pericoloso
Mentre in Italia si riaccendono le voci su un possibile acquisto di Esselunga da parte di Wal-Mart, il colosso americano della grande distribuzione fa parlare ancora di sé, per le sue politiche anti-sindacali.
Nei giorni scorsi, la compagnia ha annunciato che il 6 maggio chiuderà il proprio negozio canadese di Jonquire, in Quebec, il primo centro Wal-Mart in Canada dove, lo scorso agosto, la maggioranza dei 190 lavoratori ha aderito al sindacato United Food and Commercial Workers (UFCW).
La decisione è stata assunta durante le trattative che avrebbero dovuto portare al primo contratto collettivo di lavoro. Dopo tre mesi di riunioni infruttuose, il sindacato aveva chiesto, il 1° febbraio, l’arbitrato del ministro del Lavoro del Quebec.
La motivazione ufficiale data da Wal-Mart è che il negozio di Jonquire non fa abbastanza profitti ma secondo l’UCFW si tratta di “un’amara lezione” inflitta ai lavoratori, colpevoli di aver aderito al sindacato, scoraggiando altri dall’imitarli.
Secondo l’UCFW, che ha annunciato un’azione legale, la motivazione fornita da Wal-Mart è infondata e la decisione della chiusura sarebbe stata presa da Wal-Mart diversi mesi fa, prima di sedersi al tavolo delle trattative, quando è stata ufficializzata la nascita della rappresentanza sindacale a Jonquire.
“Ciò che Wal-Mart vuole è il potere assoluto sui suoi lavoratori, i suoi fornitori e le città in cui opera”, accusa l’UCFW.
Una rappresentanza sindacale dell’UFCW si è costiuita il 19 gennaio anche nel negozio canadese di Wal Mart a Saint-Hyacinthe, in Quebec, dove ha aderito al sindacato la maggioranza dei duecento dipendenti, mentre è in corso la costituzione di rappresentanze in altri 12 centri Wal-Mart in Quebec, Saskatchewan e British Columbia.
Ieri Wal-Mart ha pubblicato un annuncio a pagamento di un’intera pagina su alcuni quotidiani canadesi, rivolgendosi ai suoi dipendenti, sotto forma di lettera aperta, affermando: “Voi rappresentate la pietra angolare della nostra organizzazione e riteniamo che sia un privilegio avere un team così eccezionale”.
La compagnia afferma che gli ultimi giorni sono stati “molto faticosi” e assicura i propri lavoratori che essi rappresentano la “più grande forza”: “Non lasciate mai che qualcuno o i mezzi d’informazione vi dicano il contrario”.
La presidente territoriale del sindacato UCFW, Marie-Josée Lemieux, ha replica che “il Quebec non è il Far-West, dove tutto è permesso al cowboy che possiede il revolver più grosso. Noi abbbiamo delle leggi sul lavoro. Noi chiediamo a Wal-Mart di rispettare i suoi lavoratori e le sue lavoratrici e di smettere di ridicolizzare il loro diritto d’associazione, previsto dal Codice del lavoro”.
In Canada, sono oltre 60.000 i lavoratori impiegati presso i 241 centri Wal-Mart. In Europa, la catena americana è presente in Gran Bretagna, con il marchio ASDA, e in Germania.
Sul sito statunitense di Wal-Mart, al paragrafo “Sindacati”, si legge: “A Wal-Mart rispettiamo i diritti individuali dei nostri dipendenti e li incoraggiamo ad esprimere le loro idee, commenti e preoccupazioni. Poiché siamo impegnati a mantenere un clima di comunicazioni aperte, non riteniamo ci sia necessità di una rappresentanza terza”.
Intano, negli Stati Uniti, l’11 febbraio il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che Wal-Mart ha accettato di pagare una multa di 135.540 dollari, per aver impiegato minorenni in lavori pericolosi.
I fatti si riferiscono al periodo 1998-2002, riguardano 24 ragazzi e sono avvenuti in Arkansas, Connecticut e New Hampshire. Wal-Mart ha accettato di pagare, pur respingendo le accuse.
http://www.rsinews.it/newsformat1.asp?news=640
rsinews 15 febbraio 2005
E negli Usa paga 135.000 dollari di multa per lavoro minorile pericoloso
Mentre in Italia si riaccendono le voci su un possibile acquisto di Esselunga da parte di Wal-Mart, il colosso americano della grande distribuzione fa parlare ancora di sé, per le sue politiche anti-sindacali.
Nei giorni scorsi, la compagnia ha annunciato che il 6 maggio chiuderà il proprio negozio canadese di Jonquire, in Quebec, il primo centro Wal-Mart in Canada dove, lo scorso agosto, la maggioranza dei 190 lavoratori ha aderito al sindacato United Food and Commercial Workers (UFCW).
La decisione è stata assunta durante le trattative che avrebbero dovuto portare al primo contratto collettivo di lavoro. Dopo tre mesi di riunioni infruttuose, il sindacato aveva chiesto, il 1° febbraio, l’arbitrato del ministro del Lavoro del Quebec.
La motivazione ufficiale data da Wal-Mart è che il negozio di Jonquire non fa abbastanza profitti ma secondo l’UCFW si tratta di “un’amara lezione” inflitta ai lavoratori, colpevoli di aver aderito al sindacato, scoraggiando altri dall’imitarli.
Secondo l’UCFW, che ha annunciato un’azione legale, la motivazione fornita da Wal-Mart è infondata e la decisione della chiusura sarebbe stata presa da Wal-Mart diversi mesi fa, prima di sedersi al tavolo delle trattative, quando è stata ufficializzata la nascita della rappresentanza sindacale a Jonquire.
“Ciò che Wal-Mart vuole è il potere assoluto sui suoi lavoratori, i suoi fornitori e le città in cui opera”, accusa l’UCFW.
Una rappresentanza sindacale dell’UFCW si è costiuita il 19 gennaio anche nel negozio canadese di Wal Mart a Saint-Hyacinthe, in Quebec, dove ha aderito al sindacato la maggioranza dei duecento dipendenti, mentre è in corso la costituzione di rappresentanze in altri 12 centri Wal-Mart in Quebec, Saskatchewan e British Columbia.
Ieri Wal-Mart ha pubblicato un annuncio a pagamento di un’intera pagina su alcuni quotidiani canadesi, rivolgendosi ai suoi dipendenti, sotto forma di lettera aperta, affermando: “Voi rappresentate la pietra angolare della nostra organizzazione e riteniamo che sia un privilegio avere un team così eccezionale”.
La compagnia afferma che gli ultimi giorni sono stati “molto faticosi” e assicura i propri lavoratori che essi rappresentano la “più grande forza”: “Non lasciate mai che qualcuno o i mezzi d’informazione vi dicano il contrario”.
La presidente territoriale del sindacato UCFW, Marie-Josée Lemieux, ha replica che “il Quebec non è il Far-West, dove tutto è permesso al cowboy che possiede il revolver più grosso. Noi abbbiamo delle leggi sul lavoro. Noi chiediamo a Wal-Mart di rispettare i suoi lavoratori e le sue lavoratrici e di smettere di ridicolizzare il loro diritto d’associazione, previsto dal Codice del lavoro”.
In Canada, sono oltre 60.000 i lavoratori impiegati presso i 241 centri Wal-Mart. In Europa, la catena americana è presente in Gran Bretagna, con il marchio ASDA, e in Germania.
Sul sito statunitense di Wal-Mart, al paragrafo “Sindacati”, si legge: “A Wal-Mart rispettiamo i diritti individuali dei nostri dipendenti e li incoraggiamo ad esprimere le loro idee, commenti e preoccupazioni. Poiché siamo impegnati a mantenere un clima di comunicazioni aperte, non riteniamo ci sia necessità di una rappresentanza terza”.
Intano, negli Stati Uniti, l’11 febbraio il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che Wal-Mart ha accettato di pagare una multa di 135.540 dollari, per aver impiegato minorenni in lavori pericolosi.
I fatti si riferiscono al periodo 1998-2002, riguardano 24 ragazzi e sono avvenuti in Arkansas, Connecticut e New Hampshire. Wal-Mart ha accettato di pagare, pur respingendo le accuse.
http://www.rsinews.it/newsformat1.asp?news=640
rsinews 15 febbraio 2005
Berlusconi : diritti televisivi gonfiati, società offshore, fondi neri per i figlioletti
Da l'Unità del 21 febbraio 2005
Sui fondi Mediaset il bianchetto della salvaPreviti
Marco Travaglio
Più che un'indagine, quella sulla compravendita dei diritti televisivi e cinematografici Mediaset pare un monumento al conflitto d'interessi. Ma anche una grande, spettacolare gimkana. Un lungo e tortuoso slalom fra regole esistenti e nuove norme ad personam (falso in bilancio), condoni fiscali e defiscalizzazioni (legge Tremonti), ostacoli di ogni genere alle rogatorie internazionali (prima la legge che le cestinava, poi il blocco deciso da Castelli), impunità incostituzionali (Lodo Maccanico) e ora il SalvaPreviti sulla prescrizione, che in realtà è un SalvaBerlusconi. Una legge-vergogna che, se se passerà, porterà a morte sicura anche l'ultimo fascicolo aperto a Milano sul Cavaliere. Ancora una volta (sarebbe la settima) non perchè non ci sia reato. Ma per prescrizione.
I pm Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale, che lavorano a questo caso da quattro anni nel silenzio più assoluto, vanno comunque avanti. E chiudono, prima dello scadere dell'ultima proroga consentita, un lavoro che ha fruttato rogatorie in 12 paesi, 500 mila pagine di atti e 21 fogli di «avviso di conclusione delle indagini»: quello che prelude, entro un mese, alla richiesta di rinvio a giudizio. Per 14 indagati: Silvio Berlusconi (appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio), Fedele Confalonieri («solo» falso in bilancio), i presunti soci occulti Frank Agrama (cittadino Usa, già agente Paramount) e Daniele Lorenzano (ex capoacquisti Fininvest), il superconsulente inglese David Mills (marito di una ministra del governo Blair), il presunto prestanome Erminio Giraudi(mercante di carni a Montecarlo), il banchiere svizzero Paolo Del Bue, il cugino del Cavaliere Giancarlo Foscale e la moglie Candia Camaggi (responsabili della finanza svizzera), una sfilza di altri dirigenti e manager del Biscione. Stralciati Marina e Piersilvio: su di loro si continua a indagare per riciclaggio.
Una cresta dopo l'altra
L’inchiesta nasce da una costola di quella - chiusa con la prescrizione, grazie alla controriforma del falso in bilancio - sui 1550 miliardi di fondi neri Fininvest. L'attenzione dei pm si concentra su due misteriose società estere legate alla lussemburghese Silvio Berlusconi Finanziaria: la Century One e la Universal One. I loro conti svizzeri sono l'ultimo domicilio conosciuto della gran parte dei fondi neri (104 miliardi) «distratti» e dirottati «su conti bancari in Svizzera, alle Bahamas, a Montecarlo, nella disponibilità degli indagati» e «gestiti da fiduciari di Berlusconi».
Come nascono i fondi neri? Con un ingegnoso sistema di «creste» legato, appunto, all'acquisto dei diritti in America. Mediaset non li comprava direttamente. Li faceva acquistare da società off-shore, fra cui Century One e Universal One, che a loro volta li rivendevano ad altre società gemelle, in una sorta di catena di sant'Antonio: a ogni passaggio, il prezzo aumentava. Fittiziamente, secondo l'accusa. Una cresta oggi, una cresta domani: così la differenza fra il valore reale e quello gonfiato alimentava il polmone dei fondi neri. E - sostiene la Procura - a ingrassava le tasche degli indagati. Soprattutto di Silvio Berlusconi.
Ma perchè - domanda malizioso l'avvocato Niccolò Ghedini - Berlusconi avrebbe dovuto rubare «soldi suoi»? E come avrebbe fatto, visto che - è sempre Ghedini che parla - «da quando è entrato in politica nel '93 ha lasciato tutte le cariche e non può esperire alcun atto?».
Tre reati, tre moventi
La prima domanda riguarda i moventi. Che, secondo i pm, sono tre. Primo: il premier s'è messo in tasca, lui e i suoi cari, l'equivalente di 280 milioni di euro (in dollari, lire, franchi francesi e svizzeri, e persino in fiorini olandesi), ovviamente in nero (appropriazione indebita). Secondo: su quei fondi neri non ha pagato le tasse, esponendo al fisco costi fittizi per abbattere i redditi e pompare le perdite, sottraendo all'erario 124 miliardi di lire fra il 1996 e il '99 (frode fiscale). Terzo: ha gonfiato il valore dei magazzini e dunque dell'azienda, approfittandone al momento della quotazione in Borsa, avvenuta nel 1996 «sulla base di una falsa rappresentazione della consistenza patrimoniale della società». Il tutto iscrivendo nei libri contabili «maggiori costi» per «mascherare la formazione di ingenti fondi neri», «con l'intenzione di ingannare i soci e il pubblico circa la situazione patrimoniale della società» (falso in bilancio fino al 2000).
La seconda domanda di Ghedini, nell'ipotesi accusatoria, ha una risposta semplice semplice: Berlusconi finge da 12 anni di disinteressarsi di Mediaset, ma in realtà ha continuato a fare il bello e il cattivo tempo. Anche nel 1994, quand'era presidente del Consiglio. E poi almeno fino al 1999, quand' era capo dell'opposizione. In quanto principale azionista, è una sorta di prestanome di se stesso.
Week end, Stato e bottega
La prova? Una serie di testimonianze che raccontano come il Cavaliere, nei week-end, non si limiti alle cantatine con Apicella. Ma abbia continuato a dare disposizioni, sull'acquisizione di quei diritti cine-tv e sull'espansione del suo impero all'estero, ai suoi uomini di fiducia. Quali? Soprattutto Carlo Bernasconi, capo della Silvio Berlusconi Communications (morto nel 2001); Oliver Novick, responsabile della Direzione corporate development (che già nel '95 aveva ammesso di aver «continuato a parlare con Berlusconi della questione Spagna fino all'estate '94»); e Lorenzano, plenipotenziario per il commercio dei film a Hollywood. L'hanno raccontato alcuni collaboratori del gruppo, fonti davvero insospettabili. Come l'ex segretaria di Bernasconi, Marina Camana: secondo L'Espresso, ha raccontato ai pm che «le indicazioni per l'acquisto dei diritti televisivi venivano impartite da Arcore». A questo punto entra in scena, proprio grazie alle rogatorie americane che il governo ha fatto di tutto per bloccare, un personaggio da romanzo esotico: Farouk Mohamed Agrama detto «Frank», l'interfaccia di Lorenzano in America.
Frank, lo zio d'America
Nato in Egitto, Agrama lavora come regista in Libano, poi sullo scorcio degli anni 60 approda a Roma, dove fonda la Film Associates of Rome (Far) e comincia a dirigere e produrre pellicole trash: «L'amico del Padrino», «Sesso e pazzia», «Si può fare molto con sette donne», «Queen Kong». Nel luglio '79, mentre Berlusconi fa incetta di film alla Titanus per il varo di Canale 5, si butta nel business della compravendita di programmi tv. Ma, dopo pochi mesi, vola in California per collaborare con Paramount. Nel 1983 fonda, sul Sunset Boulevard, la casa di produzione Harmony Gold. Insieme a Lorenzano, diventa l'uomo del Cavaliere a Los Angeles e fa soldi a palate, producendo film per la Berlusconi Communications e rifornendo le reti Fininvest di diritti su programmi Usa, tramite un'altra società:la Wiltshire Trading. Secondo l'accusa, anche questa società ha svolto «un ruolo di intermediario analogo a quello di Universal One e Century One» per gonfiare i conti. Cioè le tasche del Cavaliere.
Sui fondi Mediaset il bianchetto della salvaPreviti
Marco Travaglio
Più che un'indagine, quella sulla compravendita dei diritti televisivi e cinematografici Mediaset pare un monumento al conflitto d'interessi. Ma anche una grande, spettacolare gimkana. Un lungo e tortuoso slalom fra regole esistenti e nuove norme ad personam (falso in bilancio), condoni fiscali e defiscalizzazioni (legge Tremonti), ostacoli di ogni genere alle rogatorie internazionali (prima la legge che le cestinava, poi il blocco deciso da Castelli), impunità incostituzionali (Lodo Maccanico) e ora il SalvaPreviti sulla prescrizione, che in realtà è un SalvaBerlusconi. Una legge-vergogna che, se se passerà, porterà a morte sicura anche l'ultimo fascicolo aperto a Milano sul Cavaliere. Ancora una volta (sarebbe la settima) non perchè non ci sia reato. Ma per prescrizione.
I pm Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale, che lavorano a questo caso da quattro anni nel silenzio più assoluto, vanno comunque avanti. E chiudono, prima dello scadere dell'ultima proroga consentita, un lavoro che ha fruttato rogatorie in 12 paesi, 500 mila pagine di atti e 21 fogli di «avviso di conclusione delle indagini»: quello che prelude, entro un mese, alla richiesta di rinvio a giudizio. Per 14 indagati: Silvio Berlusconi (appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio), Fedele Confalonieri («solo» falso in bilancio), i presunti soci occulti Frank Agrama (cittadino Usa, già agente Paramount) e Daniele Lorenzano (ex capoacquisti Fininvest), il superconsulente inglese David Mills (marito di una ministra del governo Blair), il presunto prestanome Erminio Giraudi(mercante di carni a Montecarlo), il banchiere svizzero Paolo Del Bue, il cugino del Cavaliere Giancarlo Foscale e la moglie Candia Camaggi (responsabili della finanza svizzera), una sfilza di altri dirigenti e manager del Biscione. Stralciati Marina e Piersilvio: su di loro si continua a indagare per riciclaggio.
Una cresta dopo l'altra
L’inchiesta nasce da una costola di quella - chiusa con la prescrizione, grazie alla controriforma del falso in bilancio - sui 1550 miliardi di fondi neri Fininvest. L'attenzione dei pm si concentra su due misteriose società estere legate alla lussemburghese Silvio Berlusconi Finanziaria: la Century One e la Universal One. I loro conti svizzeri sono l'ultimo domicilio conosciuto della gran parte dei fondi neri (104 miliardi) «distratti» e dirottati «su conti bancari in Svizzera, alle Bahamas, a Montecarlo, nella disponibilità degli indagati» e «gestiti da fiduciari di Berlusconi».
Come nascono i fondi neri? Con un ingegnoso sistema di «creste» legato, appunto, all'acquisto dei diritti in America. Mediaset non li comprava direttamente. Li faceva acquistare da società off-shore, fra cui Century One e Universal One, che a loro volta li rivendevano ad altre società gemelle, in una sorta di catena di sant'Antonio: a ogni passaggio, il prezzo aumentava. Fittiziamente, secondo l'accusa. Una cresta oggi, una cresta domani: così la differenza fra il valore reale e quello gonfiato alimentava il polmone dei fondi neri. E - sostiene la Procura - a ingrassava le tasche degli indagati. Soprattutto di Silvio Berlusconi.
Ma perchè - domanda malizioso l'avvocato Niccolò Ghedini - Berlusconi avrebbe dovuto rubare «soldi suoi»? E come avrebbe fatto, visto che - è sempre Ghedini che parla - «da quando è entrato in politica nel '93 ha lasciato tutte le cariche e non può esperire alcun atto?».
Tre reati, tre moventi
La prima domanda riguarda i moventi. Che, secondo i pm, sono tre. Primo: il premier s'è messo in tasca, lui e i suoi cari, l'equivalente di 280 milioni di euro (in dollari, lire, franchi francesi e svizzeri, e persino in fiorini olandesi), ovviamente in nero (appropriazione indebita). Secondo: su quei fondi neri non ha pagato le tasse, esponendo al fisco costi fittizi per abbattere i redditi e pompare le perdite, sottraendo all'erario 124 miliardi di lire fra il 1996 e il '99 (frode fiscale). Terzo: ha gonfiato il valore dei magazzini e dunque dell'azienda, approfittandone al momento della quotazione in Borsa, avvenuta nel 1996 «sulla base di una falsa rappresentazione della consistenza patrimoniale della società». Il tutto iscrivendo nei libri contabili «maggiori costi» per «mascherare la formazione di ingenti fondi neri», «con l'intenzione di ingannare i soci e il pubblico circa la situazione patrimoniale della società» (falso in bilancio fino al 2000).
La seconda domanda di Ghedini, nell'ipotesi accusatoria, ha una risposta semplice semplice: Berlusconi finge da 12 anni di disinteressarsi di Mediaset, ma in realtà ha continuato a fare il bello e il cattivo tempo. Anche nel 1994, quand'era presidente del Consiglio. E poi almeno fino al 1999, quand' era capo dell'opposizione. In quanto principale azionista, è una sorta di prestanome di se stesso.
Week end, Stato e bottega
La prova? Una serie di testimonianze che raccontano come il Cavaliere, nei week-end, non si limiti alle cantatine con Apicella. Ma abbia continuato a dare disposizioni, sull'acquisizione di quei diritti cine-tv e sull'espansione del suo impero all'estero, ai suoi uomini di fiducia. Quali? Soprattutto Carlo Bernasconi, capo della Silvio Berlusconi Communications (morto nel 2001); Oliver Novick, responsabile della Direzione corporate development (che già nel '95 aveva ammesso di aver «continuato a parlare con Berlusconi della questione Spagna fino all'estate '94»); e Lorenzano, plenipotenziario per il commercio dei film a Hollywood. L'hanno raccontato alcuni collaboratori del gruppo, fonti davvero insospettabili. Come l'ex segretaria di Bernasconi, Marina Camana: secondo L'Espresso, ha raccontato ai pm che «le indicazioni per l'acquisto dei diritti televisivi venivano impartite da Arcore». A questo punto entra in scena, proprio grazie alle rogatorie americane che il governo ha fatto di tutto per bloccare, un personaggio da romanzo esotico: Farouk Mohamed Agrama detto «Frank», l'interfaccia di Lorenzano in America.
Frank, lo zio d'America
Nato in Egitto, Agrama lavora come regista in Libano, poi sullo scorcio degli anni 60 approda a Roma, dove fonda la Film Associates of Rome (Far) e comincia a dirigere e produrre pellicole trash: «L'amico del Padrino», «Sesso e pazzia», «Si può fare molto con sette donne», «Queen Kong». Nel luglio '79, mentre Berlusconi fa incetta di film alla Titanus per il varo di Canale 5, si butta nel business della compravendita di programmi tv. Ma, dopo pochi mesi, vola in California per collaborare con Paramount. Nel 1983 fonda, sul Sunset Boulevard, la casa di produzione Harmony Gold. Insieme a Lorenzano, diventa l'uomo del Cavaliere a Los Angeles e fa soldi a palate, producendo film per la Berlusconi Communications e rifornendo le reti Fininvest di diritti su programmi Usa, tramite un'altra società:la Wiltshire Trading. Secondo l'accusa, anche questa società ha svolto «un ruolo di intermediario analogo a quello di Universal One e Century One» per gonfiare i conti. Cioè le tasche del Cavaliere.
Ricordando la "giornata del ricordo"- i perchè delle foibe
I nostri tromboni politici di destra, nella loro fogo revisionista, cercano di riscrivere la storia arrogandosi quasi la potestà politica dei nostri sventurati connazionali che subirono la violenza nel dopoguerra ,finendo ,molti nelle foibe . La violenza verso innocenti non è mai scusabile, ma non è scusabile neanche chi quella violenza la causò ,e cioè Mussolini con le sue politiche rozze e violente verso gli slavi. Caro on.Fini e corifei di destra, forse nei libri di storia di casa Almirante mancavano delle pagine....
Sintetizzo quelle pagine con una dichiarazione del priapesco trombetta , idolo pop dei nostri simpatici amici di AN (ma non solo).
"Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani". Benito Mussolini, 1920
Sintetizzo quelle pagine con una dichiarazione del priapesco trombetta , idolo pop dei nostri simpatici amici di AN (ma non solo).
"Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani". Benito Mussolini, 1920
Wednesday, March 02, 2005
Ricordando Mario Luzi (20-10-1914/ 28-02-2005)
E' stato ,oltre che grande Poeta, anche uno dei tanti uomini sensibili che hanno percepito da tempo la pesantezza del clima politico Bushiano-Berlusconiano . Clima di miserabili slogan ,di egoismo deflagrante, di brutale politica internazionale fondata sull'ignoranza e,soprattutto sul tornaconto economico dei potenti.
Ciao Mario.
Intervista di Renzo Cassigoli – L'UNITA' – 27/12/2003
Mario Luzi: “Povera Italia, a un passo dal regime”
“È accaduto di tutto nel 2002. Una serie di eventi disastrosi per la sopravvivenza del pianeta e per il totale disorientamento dell’uomo singolo e dell’umanità nel suo complesso”. Questa volta Mario Luzi non sembra concedere spazio all’ottimismo, nemmeno della volontà. Uno spiraglio si apre solo quando parla dei movimenti giovanili di protesta e delle manifestazioni sindacali. “Che devo dirle? Cascano le braccia ad ascoltare le notizie o le dichiarazioni insensate di chi ci governa. Si è parlato di “anno orribilis”. Non c’è altra definizione. Un Natale di guerra e di disperazione nel mondo. Sembra una di quelle storie alla Blasco Ibànez, “I quattro cavalieri dell’Apocalisse”: peste, fame, guerra. È accaduto di tutto, e ancora tutto può accadere”.
I venti di guerra, professore, percorrono il mondo e soffiano sempre più forti. Il Papa dice che “Dio, disgustato, si nasconde agli uomini”. Parole destinate ancora una volta a essere ignorate?
“Dio, disgustato, si è voltato da un’altra parte”. Parole che in assoluto si possono, teologicamente, recepire in un modo o in un altro, ma il significato è inequivocabile: il comportamento dell’uomo, dei suoi organismi collettivi sociali e societari, è aberrante. Sul silenzio di Dio, teologicamente, si può avere qualche versione, non dico antitetica, ma differente, però il senso morale di quelle parole non può cadere nel vuoto. Deve essere ascoltato perché chi parla è qualcuno che ha il “polso” del mondo e dell’umanità. Vede e capisce, quel che gli altri, accecati, non vedono e non vogliono capire. Il fanatismo americano per la guerra è assurdo, è inaccettabile.
Bush, intanto, dichiara che può anche usare l’atomica.
È insensato. L’unico spiraglio è quello che ci permette di cogliere in una parte del paese, dei giovani soprattutto, la voglia di non arrendersi, di proporre, magari un po’ ingenuamente, altre strade. È qualcosa che ci incita ad aspettare il domani. Senza di ché, non varrebbe neanche la pena d’aspettarlo. La speranza è in questi movimenti, nelle manifestazioni che esprimono voglia di cambiare, che aspirano a qualcosa di più alto. Un desiderio impreciso, ma vitale. Non vedo altro.
Viviamo in un mondo dominato dall’egoismo, dalla sopraffazione Il 20% della popolazione della Terra consuma l’80% delle risorse e inquina per il 54% il pianeta, mentre un miliardo e mezzo di esseri umani vivono senz’acqua né elettricità. Possiamo assistere inerti.
È un discorso che abbiamo già fatto. Ci sono fasi della storia umana nelle quali lo scontro si fa più duro e feroce, questa è una di quelle. Dovremmo ammetterlo, finalmente: la nostra prosperità è fondata sulla disperazione di gran parte dei popoli della Terra. Forse è necessario uno scossone planetario, un evento eccezionale capace di rompere una situazione che sembra avvitarsi su sé stessa. Un trauma planetario! Prenda queste migrazioni di popoli. Sembra di vederle le moltitudini mentre si spostano in cerca di pace e di lavoro. Sono un segno dello scossone di cui parlo. Vediamo se sono tanto forti da travolgere le egoistiche difese, magari sono pregevoli come ingegneria politica, con i loro strattagemmi e istituti a difesa dei privilegi, pronti però a respingere la disperazione dei altri con la forza delle armi. Al di là delle manifestazioni “new global”, dei sindacati, di coloro che sanno come stanno le cose e si battono per cambiarle, che vogliono vivere non negando la vita agli altri, non c’è nulla che porta il sorriso. Sono loro a dimostrare che qualcosa si muove.
Veniamo al nostro Paese, professore. Lo stanno così sfigurando da non riconoscerlo più.
Da vecchio cittadino - educato in un certo modo dalle elementari all’Università, dove ho imparato e cercato di insegnare qualcosa - vedo con quale cinismo e indifferenza stanno disfacendo il Risorgimento: un secolo e mezzo di storia patria che affonda le radici in un millennio. Si parla di qualcosa di fondamentale, che ha impegnato generazioni, come si trattasse di cambiare una squadra di calcio di serie C. È indecente. Solo Ciampi sembra ogni tanto occuparsene.
Si vorrebbe riscrivere la storia, Resistenza e Costituzione inclusa. C’è un prete, Baget Bozzo, che propone di cancellare il 25 aprile.
Già, uno di quelli che vorrebbero disfarsi del Risorgimento e della Resistenza al fascismo e al nazismo. È l’espressione d’un clericalismo ottuso che ritorna in questo prete che, è stato craxiano e ora è naturalmente berlusconiano. Uno di coloro che sono contenti della disgregazione e della negazione delle ragioni costitutive dell’Italia. Tutto questo dovrebbe essere motivo di rivolta.
La giaculatoria non finisce qui. Dalla crisi economica e produttiva, con migliaia di licenziamenti alla la Fiat e nell’indotto, si arriva alla crisi dell’Università e della ricerca. Un Paese che sembra rinunciare al futuro, l’unico in cui tutti i Rettori degli atenei si sono dimessi. Un bel record!
Un Paese che costringe a queste decisioni si va abbrutendo, si va facendo selvaggio. E ce lo fanno capire, a cominciare dal capo del governo e dai suoi ministri, fino ad arrivare ad alcuni suoi “governatori”, che ormai sembrano dei ras. Non sono solito lasciarmi andare, ma non ne posso più. L’economia! Un capo di governo che aveva promesso un milione di posti di lavoro, ora propone a chi lo perde di lavorare a nero. È grottesco, se non fosse tragico. Anche in questo prevale il senso della disgregazione. Per ora non vedo molto di costruttivo. Forse qualcosa verrà. La speranza è in quelle folle che manifestano, magari accusate d’inciviltà da Berlusconi.
E che dire della Giustizia, piegata agli interessi personali del capo del governo e dei suoi accoliti. Ai funerali di Caponnetto, padre del pool antimafia, c’erano tutti, mancava solo il governo.
E questo la dice lunga. Ho visto che un pentito parlando di mafia, politica ed economia ha tirato in ballo personaggi illustri, si dice, anche Berlusconi. Ma s’è trovato il modo di farlo tacere. D’altra parte basta pensare alle ultime elezioni quando un’intera isola, la Sicilia, ha cambiato segno. Ho conosciuto poco Caponnetto, persona ferma e integra nella sua chiaroveggenza. Non ho conosciuto Falcone e Borsellino, parte di quella magistratura che è stata prima isolata, poi rimossa e, in qualche caso, uccisa. In questo Paese non si è trattato solo di alternative politiche, ma di una vera e propria presa di potere per bande. Questa è la sensazione d’un cittadino.
Pensa anche alla comunicazione, e al conflitto di interessi? Con la crisi della Fiat le mire del Cavaliere sembrano estendersi al Corriere della Sera e alla Stampa, non ancora del tutto omologati. Il Corriere soprattutto, con Sartori, Biagi, e anche Padoa Schioppa.
Certo. Si ha quasi l’impressione di una valvola di sfogo, manovrata o, diciamo, consentita, come in tutti i regimi. Ma, almeno, un certo decoro in alcuni c’era ancora. Se poi il Cavaliere si prende anche quei giornali il ciclo è completo.
Lei pronuncia la parola “regime”. Appena qualche mese fa a pronunciarla si veniva accusati di catastrofismo. Per lei la democrazia corre dei rischi?
Secondo me, sì. Rischi dissimulati, per ora. Ma ci sono già, anche se non dichiarate, delle limitazioni alla libertà. Nella stampa dove ci si adatta anche a esprimere la propria contrarietà. Hanno i colori dell’ipocrisia, ma ci sono. Basta pensare alla Rai. Si agisce per bande. Non è la contrapposizione legittima, è l’occupazione del potere, la negazione dell’altro, è la proscrizione.
Si dice che Berlusconi sia frutto di questa Italia, ma di quale Italia parliamo?
Poteva essere espresso solo in un‘epoca priva di ideali, e anche di ideologie. Ora se ne dice male, ma con tutti i difetti, le ideologie sono anche state delle spine dorsali. È espressione di un epoca allo sbando, in senso culturale e morale. Personaggi che sembrano inverosimili, inattendibili per le cose che dicono e fanno, ma che purtroppo sono reali.
Ma c’è un’altra Italia, lei dice. Quella della manifestazione “new global” a Firenze, delle grandi manifestazioni sindacali.
Certo che c’è. Guardando a questa nube che grava su tutti noi, penso a coloro, giovani in particolare, immuni dall’egoismo, penso alla forza centripeta del sindacato. È una speranza.
Una volta c’erano i partiti di massa, oggi invece sembrano separati dalle masse. Una sorta di corto-circuito. La nostra è una democrazia fondata sui partiti, come si fa a riattivare la corrente?
Non è facile, ci vuole buona volontà dalle due parti. I partiti italiani hanno sempre avuto il difetto di parlare un po’ dall’alto. Non hanno saputo ascoltare e si sono sfasciati. Devono ricostituirsi ex novo e devono riprendere il dialogo, ascoltando e parlando.
E la cultura che fa? Gli intellettuali avvertono il pericolo di cui lei parla?
È un po’ difficile trarre qualche conclusione. Mi pare, almeno, di riscontrare una certa avvertenza del pericolo illiberale che c’è in questa Casa della Libertà. Anche a Parigi, al Salone del Libro dedicato all’Italia nel marzo scorso, si ebbe quest’impressione e, in generale, l’attenzione fu desta e il “legittimo sospetto” diffuso. Certo il quadro è un po’ torbido e c’è anche chi vacilla. Le grandi case editrici, sono quasi tutte d’un padrone. Anche chi dissente e si espone, poi deve pur stampare i propri libri, magari da Mondadori, che vuol dire Berlusconi, rischiando anche d’essere messo al bando. C’è una cultura che, secondo me, è ancora arroccata su vecchie posizioni, nelle quali sembra ancora esprimersi il Pci d’una volta. C’è chi è più duttile e aperto, come Cacciari. Poi, purtroppo, qualche punto fermo è un po’ invecchiato. È un momento di grande incertezza.
Alla fine che resta, professore, un po’ d’ottimismo della speranza?
Questa volta il piatto della bilancia pende verso il pessimismo. C’è una sorta di ingorgo maligno che pesa. La speranza è nei giovani, nelle grandi masse in coloro che vogliono un futuro per sé e per i figli. L’augurio è che masse e partiti rinnovati riescano a parlarsi e ad ascoltarsi. Sa che le dico? Alla fine concludo con il verso di una mia poesia pubblicata ne “Al fuoco della controversia”: “Ancora combattimento e ancora combattimento”.
Intervista di Renzo Cassigoli – L'UNITA' – 27/12/2003
Ciao Mario.
Intervista di Renzo Cassigoli – L'UNITA' – 27/12/2003
Mario Luzi: “Povera Italia, a un passo dal regime”
“È accaduto di tutto nel 2002. Una serie di eventi disastrosi per la sopravvivenza del pianeta e per il totale disorientamento dell’uomo singolo e dell’umanità nel suo complesso”. Questa volta Mario Luzi non sembra concedere spazio all’ottimismo, nemmeno della volontà. Uno spiraglio si apre solo quando parla dei movimenti giovanili di protesta e delle manifestazioni sindacali. “Che devo dirle? Cascano le braccia ad ascoltare le notizie o le dichiarazioni insensate di chi ci governa. Si è parlato di “anno orribilis”. Non c’è altra definizione. Un Natale di guerra e di disperazione nel mondo. Sembra una di quelle storie alla Blasco Ibànez, “I quattro cavalieri dell’Apocalisse”: peste, fame, guerra. È accaduto di tutto, e ancora tutto può accadere”.
I venti di guerra, professore, percorrono il mondo e soffiano sempre più forti. Il Papa dice che “Dio, disgustato, si nasconde agli uomini”. Parole destinate ancora una volta a essere ignorate?
“Dio, disgustato, si è voltato da un’altra parte”. Parole che in assoluto si possono, teologicamente, recepire in un modo o in un altro, ma il significato è inequivocabile: il comportamento dell’uomo, dei suoi organismi collettivi sociali e societari, è aberrante. Sul silenzio di Dio, teologicamente, si può avere qualche versione, non dico antitetica, ma differente, però il senso morale di quelle parole non può cadere nel vuoto. Deve essere ascoltato perché chi parla è qualcuno che ha il “polso” del mondo e dell’umanità. Vede e capisce, quel che gli altri, accecati, non vedono e non vogliono capire. Il fanatismo americano per la guerra è assurdo, è inaccettabile.
Bush, intanto, dichiara che può anche usare l’atomica.
È insensato. L’unico spiraglio è quello che ci permette di cogliere in una parte del paese, dei giovani soprattutto, la voglia di non arrendersi, di proporre, magari un po’ ingenuamente, altre strade. È qualcosa che ci incita ad aspettare il domani. Senza di ché, non varrebbe neanche la pena d’aspettarlo. La speranza è in questi movimenti, nelle manifestazioni che esprimono voglia di cambiare, che aspirano a qualcosa di più alto. Un desiderio impreciso, ma vitale. Non vedo altro.
Viviamo in un mondo dominato dall’egoismo, dalla sopraffazione Il 20% della popolazione della Terra consuma l’80% delle risorse e inquina per il 54% il pianeta, mentre un miliardo e mezzo di esseri umani vivono senz’acqua né elettricità. Possiamo assistere inerti.
È un discorso che abbiamo già fatto. Ci sono fasi della storia umana nelle quali lo scontro si fa più duro e feroce, questa è una di quelle. Dovremmo ammetterlo, finalmente: la nostra prosperità è fondata sulla disperazione di gran parte dei popoli della Terra. Forse è necessario uno scossone planetario, un evento eccezionale capace di rompere una situazione che sembra avvitarsi su sé stessa. Un trauma planetario! Prenda queste migrazioni di popoli. Sembra di vederle le moltitudini mentre si spostano in cerca di pace e di lavoro. Sono un segno dello scossone di cui parlo. Vediamo se sono tanto forti da travolgere le egoistiche difese, magari sono pregevoli come ingegneria politica, con i loro strattagemmi e istituti a difesa dei privilegi, pronti però a respingere la disperazione dei altri con la forza delle armi. Al di là delle manifestazioni “new global”, dei sindacati, di coloro che sanno come stanno le cose e si battono per cambiarle, che vogliono vivere non negando la vita agli altri, non c’è nulla che porta il sorriso. Sono loro a dimostrare che qualcosa si muove.
Veniamo al nostro Paese, professore. Lo stanno così sfigurando da non riconoscerlo più.
Da vecchio cittadino - educato in un certo modo dalle elementari all’Università, dove ho imparato e cercato di insegnare qualcosa - vedo con quale cinismo e indifferenza stanno disfacendo il Risorgimento: un secolo e mezzo di storia patria che affonda le radici in un millennio. Si parla di qualcosa di fondamentale, che ha impegnato generazioni, come si trattasse di cambiare una squadra di calcio di serie C. È indecente. Solo Ciampi sembra ogni tanto occuparsene.
Si vorrebbe riscrivere la storia, Resistenza e Costituzione inclusa. C’è un prete, Baget Bozzo, che propone di cancellare il 25 aprile.
Già, uno di quelli che vorrebbero disfarsi del Risorgimento e della Resistenza al fascismo e al nazismo. È l’espressione d’un clericalismo ottuso che ritorna in questo prete che, è stato craxiano e ora è naturalmente berlusconiano. Uno di coloro che sono contenti della disgregazione e della negazione delle ragioni costitutive dell’Italia. Tutto questo dovrebbe essere motivo di rivolta.
La giaculatoria non finisce qui. Dalla crisi economica e produttiva, con migliaia di licenziamenti alla la Fiat e nell’indotto, si arriva alla crisi dell’Università e della ricerca. Un Paese che sembra rinunciare al futuro, l’unico in cui tutti i Rettori degli atenei si sono dimessi. Un bel record!
Un Paese che costringe a queste decisioni si va abbrutendo, si va facendo selvaggio. E ce lo fanno capire, a cominciare dal capo del governo e dai suoi ministri, fino ad arrivare ad alcuni suoi “governatori”, che ormai sembrano dei ras. Non sono solito lasciarmi andare, ma non ne posso più. L’economia! Un capo di governo che aveva promesso un milione di posti di lavoro, ora propone a chi lo perde di lavorare a nero. È grottesco, se non fosse tragico. Anche in questo prevale il senso della disgregazione. Per ora non vedo molto di costruttivo. Forse qualcosa verrà. La speranza è in quelle folle che manifestano, magari accusate d’inciviltà da Berlusconi.
E che dire della Giustizia, piegata agli interessi personali del capo del governo e dei suoi accoliti. Ai funerali di Caponnetto, padre del pool antimafia, c’erano tutti, mancava solo il governo.
E questo la dice lunga. Ho visto che un pentito parlando di mafia, politica ed economia ha tirato in ballo personaggi illustri, si dice, anche Berlusconi. Ma s’è trovato il modo di farlo tacere. D’altra parte basta pensare alle ultime elezioni quando un’intera isola, la Sicilia, ha cambiato segno. Ho conosciuto poco Caponnetto, persona ferma e integra nella sua chiaroveggenza. Non ho conosciuto Falcone e Borsellino, parte di quella magistratura che è stata prima isolata, poi rimossa e, in qualche caso, uccisa. In questo Paese non si è trattato solo di alternative politiche, ma di una vera e propria presa di potere per bande. Questa è la sensazione d’un cittadino.
Pensa anche alla comunicazione, e al conflitto di interessi? Con la crisi della Fiat le mire del Cavaliere sembrano estendersi al Corriere della Sera e alla Stampa, non ancora del tutto omologati. Il Corriere soprattutto, con Sartori, Biagi, e anche Padoa Schioppa.
Certo. Si ha quasi l’impressione di una valvola di sfogo, manovrata o, diciamo, consentita, come in tutti i regimi. Ma, almeno, un certo decoro in alcuni c’era ancora. Se poi il Cavaliere si prende anche quei giornali il ciclo è completo.
Lei pronuncia la parola “regime”. Appena qualche mese fa a pronunciarla si veniva accusati di catastrofismo. Per lei la democrazia corre dei rischi?
Secondo me, sì. Rischi dissimulati, per ora. Ma ci sono già, anche se non dichiarate, delle limitazioni alla libertà. Nella stampa dove ci si adatta anche a esprimere la propria contrarietà. Hanno i colori dell’ipocrisia, ma ci sono. Basta pensare alla Rai. Si agisce per bande. Non è la contrapposizione legittima, è l’occupazione del potere, la negazione dell’altro, è la proscrizione.
Si dice che Berlusconi sia frutto di questa Italia, ma di quale Italia parliamo?
Poteva essere espresso solo in un‘epoca priva di ideali, e anche di ideologie. Ora se ne dice male, ma con tutti i difetti, le ideologie sono anche state delle spine dorsali. È espressione di un epoca allo sbando, in senso culturale e morale. Personaggi che sembrano inverosimili, inattendibili per le cose che dicono e fanno, ma che purtroppo sono reali.
Ma c’è un’altra Italia, lei dice. Quella della manifestazione “new global” a Firenze, delle grandi manifestazioni sindacali.
Certo che c’è. Guardando a questa nube che grava su tutti noi, penso a coloro, giovani in particolare, immuni dall’egoismo, penso alla forza centripeta del sindacato. È una speranza.
Una volta c’erano i partiti di massa, oggi invece sembrano separati dalle masse. Una sorta di corto-circuito. La nostra è una democrazia fondata sui partiti, come si fa a riattivare la corrente?
Non è facile, ci vuole buona volontà dalle due parti. I partiti italiani hanno sempre avuto il difetto di parlare un po’ dall’alto. Non hanno saputo ascoltare e si sono sfasciati. Devono ricostituirsi ex novo e devono riprendere il dialogo, ascoltando e parlando.
E la cultura che fa? Gli intellettuali avvertono il pericolo di cui lei parla?
È un po’ difficile trarre qualche conclusione. Mi pare, almeno, di riscontrare una certa avvertenza del pericolo illiberale che c’è in questa Casa della Libertà. Anche a Parigi, al Salone del Libro dedicato all’Italia nel marzo scorso, si ebbe quest’impressione e, in generale, l’attenzione fu desta e il “legittimo sospetto” diffuso. Certo il quadro è un po’ torbido e c’è anche chi vacilla. Le grandi case editrici, sono quasi tutte d’un padrone. Anche chi dissente e si espone, poi deve pur stampare i propri libri, magari da Mondadori, che vuol dire Berlusconi, rischiando anche d’essere messo al bando. C’è una cultura che, secondo me, è ancora arroccata su vecchie posizioni, nelle quali sembra ancora esprimersi il Pci d’una volta. C’è chi è più duttile e aperto, come Cacciari. Poi, purtroppo, qualche punto fermo è un po’ invecchiato. È un momento di grande incertezza.
Alla fine che resta, professore, un po’ d’ottimismo della speranza?
Questa volta il piatto della bilancia pende verso il pessimismo. C’è una sorta di ingorgo maligno che pesa. La speranza è nei giovani, nelle grandi masse in coloro che vogliono un futuro per sé e per i figli. L’augurio è che masse e partiti rinnovati riescano a parlarsi e ad ascoltarsi. Sa che le dico? Alla fine concludo con il verso di una mia poesia pubblicata ne “Al fuoco della controversia”: “Ancora combattimento e ancora combattimento”.
Intervista di Renzo Cassigoli – L'UNITA' – 27/12/2003
Sunday, February 27, 2005
Media e libertà. Berlusconi testimonial sbertucciato per la TV svedese
Media e libertà. Berlusconi testimonial sbertucciato per la TV svedese
Sono 41 secondi al suono di “O sole mio”, con tanto di mandolini. Davvero una “chicca” del montaggio televisivo. Uno spot pubblicitario per autopromuovere la Tv pubblica di Svezia con protagonista, suo malgrado, Berlusconi. Il messaggio è chiaro e diretto: “noi siamo una tv libera, mentre in Italia il 90% delle tv è in mano a Berlusconi che grazie a questo è diventato anche il Presidente del consiglio”. E fare da corollario a questo messaggio del tipo “Pubblicità Progresso”, la TV svedese accompagna un altro spot promozionale con il premier russo Putin protagonista. Giusto per far capire come l’Italia e la Russia si trovano sullo stesso piano, scivoloso e irto di pericoli, della libertà mediatica, vista anche la grande amicizia tra i due leader ( vi ricordate le ultime vacanze del “piccolo zar” russo in Costa Smeralda, ospite dello chansonnier Berlusconi con annessa bandana?).
Per montare lo spot con Berlusconi, la SVT ha scelto immagini “rassicuranti”, familiari, scanzonate, con il premier che saluta i suoi fans, si deterge il sudore della fronte, arringa alla folla e con frames di programmi Mediaset. Più angoscianti risultano, invece, le immagini per lo spot di Putin ( anche perché forse la Russia è ancora una “vicina ingombrante” per la Svezia?): il “piccolo zar” che parla da tutti gli schermi, i gruppi speciali antiterrorismo in azione, primi piani duri e inquietanti. Il tutto condito con una musica cupa da film spionistico.
Un plauso ai realizzatori dei due spot: sono riusciti a identificarsi con l’anima dei due paesi presi a confronto, l’Italia e la Russia, soggiogati da un regime mediatico che ne soffoca la libertà creativa, artistica e informativa.
Una energica tirata d’orecchie, invece, a quanti nel nostro paese se la prendono con le “indebite ingerenze” di un paese straniero nella politica interna di uno stato sovrano. Siamo proprio al limite del provincialismo e dell’incultura, che ha accomunato due esponenti politici come il ministro “Pinocchietto de’ Roma” Gasparri ( “non ho visto il filmato, ma per quel che mi hanno raccontato è infarcito di falsità”, ha detto al Corriere della Sera), e il senatore dei DS Franco De Benedetti, il fratello meno fortunato dell’industriale Carlo, noto per le sue idee privatizzatrici della RAI e titolare di una rubrica su Panorama, settimanale di punta della famiglia Berlusconi (“ è un’intromissione negli affari di un paese straniero…qui c’è qualcosa di peggio, perché tocca direttamente il capo del nostro governo”, sempre sul Corriere).
Chi vuole, può connettersi attraverso Articolo 21 e giudicare con i propri occhi lo spirito e la qualità dei due spot svedesi ( basta sintonizzarsi sul sito www.svt.se, entrare nel video con su scritto “Fri television” e seguire le freccette per arrivare allo spot berlusconiano). Il testo in sovrimpressione recita più o meno così: Svt: noi siamo una televisione libera. In Italia il 90% dei mass media è in mano a Silvio Berlusconi. Nel 2001, dopo un’ intensiva campagna elettorale (grazie ai propri mezzi di comunicazione) vince le elezioni. Ora è anche Presidente del Consiglio.
Nel sito si può anche leggere la filosofia, la morale, che permea il servizio pubblico svedese: “Qual è la cosa che più importa ai telespettatori?” si chiede nell’introduzione alla campagna autopromozionale la SVT, per poi dare la propria risposta tanto semplice quanto “rivoluzionaria” per chi vive oggi in Italia: “Che la TV sia indipendente. Il Parlamento svedese ha stabilito che la SVT deve limitare la presenza delle autorità, delle aziende e di altri soggetti che hanno potere”.
“Roba da matti! Sono proprio sovietici questi svedesi!”, si sarà detto nel suo salotto dorato di Palazzo Grazioli, il nostro padre-pardone dei media, mentre ascoltava con il suo fedele “strimpellatore” Mariano Apicella le note di “O sole mio”, colonna sonora allo spot.
Ora alla SVT si attendono che uno stuolo di avvocati italiani chieda una rogatoria per citare in giudizio tutto il vertice della “RAI svedese” e lo staff tecnico, realizzatore dello spot: pare che non abbiano pagato i diritti d’autore ad Apicella per la stornellata e non abbiano chiesto la liberatoria per lo sfruttamento delle immagini al testimonial Berlusconi.
Roba da matti!!!
http://www.articolo21.com/notizia.php?id=1651 17/02/2005, ore 16:18:23
Sono 41 secondi al suono di “O sole mio”, con tanto di mandolini. Davvero una “chicca” del montaggio televisivo. Uno spot pubblicitario per autopromuovere la Tv pubblica di Svezia con protagonista, suo malgrado, Berlusconi. Il messaggio è chiaro e diretto: “noi siamo una tv libera, mentre in Italia il 90% delle tv è in mano a Berlusconi che grazie a questo è diventato anche il Presidente del consiglio”. E fare da corollario a questo messaggio del tipo “Pubblicità Progresso”, la TV svedese accompagna un altro spot promozionale con il premier russo Putin protagonista. Giusto per far capire come l’Italia e la Russia si trovano sullo stesso piano, scivoloso e irto di pericoli, della libertà mediatica, vista anche la grande amicizia tra i due leader ( vi ricordate le ultime vacanze del “piccolo zar” russo in Costa Smeralda, ospite dello chansonnier Berlusconi con annessa bandana?).
Per montare lo spot con Berlusconi, la SVT ha scelto immagini “rassicuranti”, familiari, scanzonate, con il premier che saluta i suoi fans, si deterge il sudore della fronte, arringa alla folla e con frames di programmi Mediaset. Più angoscianti risultano, invece, le immagini per lo spot di Putin ( anche perché forse la Russia è ancora una “vicina ingombrante” per la Svezia?): il “piccolo zar” che parla da tutti gli schermi, i gruppi speciali antiterrorismo in azione, primi piani duri e inquietanti. Il tutto condito con una musica cupa da film spionistico.
Un plauso ai realizzatori dei due spot: sono riusciti a identificarsi con l’anima dei due paesi presi a confronto, l’Italia e la Russia, soggiogati da un regime mediatico che ne soffoca la libertà creativa, artistica e informativa.
Una energica tirata d’orecchie, invece, a quanti nel nostro paese se la prendono con le “indebite ingerenze” di un paese straniero nella politica interna di uno stato sovrano. Siamo proprio al limite del provincialismo e dell’incultura, che ha accomunato due esponenti politici come il ministro “Pinocchietto de’ Roma” Gasparri ( “non ho visto il filmato, ma per quel che mi hanno raccontato è infarcito di falsità”, ha detto al Corriere della Sera), e il senatore dei DS Franco De Benedetti, il fratello meno fortunato dell’industriale Carlo, noto per le sue idee privatizzatrici della RAI e titolare di una rubrica su Panorama, settimanale di punta della famiglia Berlusconi (“ è un’intromissione negli affari di un paese straniero…qui c’è qualcosa di peggio, perché tocca direttamente il capo del nostro governo”, sempre sul Corriere).
Chi vuole, può connettersi attraverso Articolo 21 e giudicare con i propri occhi lo spirito e la qualità dei due spot svedesi ( basta sintonizzarsi sul sito www.svt.se, entrare nel video con su scritto “Fri television” e seguire le freccette per arrivare allo spot berlusconiano). Il testo in sovrimpressione recita più o meno così: Svt: noi siamo una televisione libera. In Italia il 90% dei mass media è in mano a Silvio Berlusconi. Nel 2001, dopo un’ intensiva campagna elettorale (grazie ai propri mezzi di comunicazione) vince le elezioni. Ora è anche Presidente del Consiglio.
Nel sito si può anche leggere la filosofia, la morale, che permea il servizio pubblico svedese: “Qual è la cosa che più importa ai telespettatori?” si chiede nell’introduzione alla campagna autopromozionale la SVT, per poi dare la propria risposta tanto semplice quanto “rivoluzionaria” per chi vive oggi in Italia: “Che la TV sia indipendente. Il Parlamento svedese ha stabilito che la SVT deve limitare la presenza delle autorità, delle aziende e di altri soggetti che hanno potere”.
“Roba da matti! Sono proprio sovietici questi svedesi!”, si sarà detto nel suo salotto dorato di Palazzo Grazioli, il nostro padre-pardone dei media, mentre ascoltava con il suo fedele “strimpellatore” Mariano Apicella le note di “O sole mio”, colonna sonora allo spot.
Ora alla SVT si attendono che uno stuolo di avvocati italiani chieda una rogatoria per citare in giudizio tutto il vertice della “RAI svedese” e lo staff tecnico, realizzatore dello spot: pare che non abbiano pagato i diritti d’autore ad Apicella per la stornellata e non abbiano chiesto la liberatoria per lo sfruttamento delle immagini al testimonial Berlusconi.
Roba da matti!!!
http://www.articolo21.com/notizia.php?id=1651 17/02/2005, ore 16:18:23
Saturday, February 26, 2005
Le peggiori corporation del 2004
Le peggiori corporation del 2004
by Multinational Monitor - Trad. a cura di Vichi Saturday, Jan. 29, 2005 at 1:02 AM mail:
DI RUSSELL MOKHIBER E ROBERT WEISSMAN Traduzione a cura di Vichi http://www.comedonchisciotte.luogocomune.net/modules.php?name=News&file=article&sid=518)
Una delle regole adottate dai giudici del Multinational Monitor nella scelta delle peggiori società dell’anno è quella di non includere i nomi di chi già è apparso nell’anno precedente. (A meno di circostanze particolari.)
Per l’elenco del 2004, ciò significa che non ci sarà la Bayer (anche se nel 2004 ha cercato di introdurre in Europa il riso geneticamente modificato, ha inquinato l’acqua di un paese Africano con il carcinogeno cromo-esavalente, c’è stata la prova che il suo antidolorifico Aleve (naproxen) aumenta i rischi di attacchi cardiaci, e così via), non ci sarà la Boeing (malgrado nuove prove che indicano come lo scandalo dell’aereo cisterna, già costato decine di miliardi di dollari, sia molto peggiore di quanto sembrava), non ci sarà la Clear Channel (anche se la gigantesca emittente ha raggiunto nuovi vertici negativi con la trasmissione “Breast Christmas Ever” con cui si premiavano una dozzina di concorrenti con impianti gratis di seni finti), e nemmeno la Halliburton (implicata in una nuova serie di accuse di corruzione e contratti truffaldini, nel 2004.)
Del restante gruppo di chi aumenta i prezzi, inquina le acque, attacca i sindacati, circuisce i dittatori, insomma dei truffatori, avvelenatori, ingannatori, e malfattori in genere, abbiamo stilato, in ordine alfabetico, il seguente elenco delle 10 peggiori società del 2004.
ABBOTT LABORATORIES: Abbott fa parte dell’elenco perché ha aumentato del 400 per cento il prezzo del Norvir, un importante farmaco anti Aids, sviluppato con un ingente aiuto governativo. L’aumento però non si applica se il farmaco viene acquistato con un altro prodotto Abbott, creando così concorrenza sleale nei confronti di altri produttori e inducendo il consumatore a scegliere i prodotti Abbott sulla base del prezzo.
AIG. La più grande società assicuratrice del mondo. American International Group Inc. è stata accusata di avere istigato la PNF Financial Services a compiere una transazione fraudolenta di circa 750 milioni di dollari, per escludere dai propri libri contabili una serie di prestiti e capitali a rischio delle proprie succursali. AIG ha accettato di pagare 126 milioni di dollari per far cadere le denunce, ma se l’è cavata a poco prezzo, avendo concluso un accordo per il “rinvio del processo”, con ciò si intende che le accuse cadranno entro 12 mesi se verranno rispettati i termini dell’accordo.
COCA-COLA. I lavoratori della Coca-Cola di una fabbrica in Colombia sono stati terrorizzati per anni dalle forze para-militari di destra. Una commissione inviata per indagare, con a capo un membro del Comune di New York, ha scoperto che, fra gli altri abusi, “ci sono state 179 violazioni gravi dei diritti umani contro i lavoratori della Coca-Cola, compresi nove omicidi. Alcuni famigliari di sindacalisti sono stati rapiti e torturati.” La Coca-Cola afferma di essere contraria alla violenza anti sindacale ma che, in ogni caso, essa non era responsabile della conduzione dell’impianto di imbottigliamento (anche se ora lo è, avendo acquistato la società colombiana che lo deteneva). Nel 2004 si sono dimessi, in parte perché non hanno appoggiato una inchiesta indipendente sulle accuse colombiane, sia l’ex consulente legale sia l’ex Procuratore Generale Deval Patrick.
DOW CHEMICAL. Il più grande produttore di plastica, la Dow ha acquistato la Union Carbide nel 1999. Nella mezzanotte del 2 dicembre 1984, 27 tonnellate di gas letale fuoriuscì da una fabbrica della U.C. a Bophal, in India, causando la morte immediata di 8.000 persone e l’avvelenamento di altre migliaia. Oggi a Bophal, almeno 150.000 persone, compresi bambini nati da parenti sopravvissuti al disastro, soffrono per gli effetti correlati all’incidente come cancro, danni neurologici disturbi mestruali e malattie mentali. Dow respinge ogni responsabilità. In una dichiarazione si afferma “Anche se Dow non è mai stata proprietaria della fabbrica, abbiamo tratto lezione, come il resto dell’industria, da questo tragico accaduto, e abbiamo cercato di fare del nostro meglio perché simili fatti non si ripetino più.”
GLAXOSMITHKLINE. A seguito di alcune rivelazioni e azioni intraprese in Gran Bretagna nel 2003 e 2004, si è finalmente appreso, anche negli USA, la storia dei gravi effetti collaterali derivanti dall’uso del Glaxo Paxil ( e altri farmaci della stessa famiglia) in particolare l’effetto dipendenza e l’aumento della tendenza al suicidio fra i giovani. A giugno il Procuratore Generale Eliot Spitzer ha presentato una denuncia contro la Glaxo, accusando il gigante farmaceutico di aver soppresso le prove della nocività del Paxil contro i giovani, e di aver indotto in errore i medici. Glaxo ha respinto le accuse, ma ha accettato una nuova linea di condotta, in base alla quale saranno resi pubblici tutti i risultati delle loro ricerche. A ottobre la U.S. Food and Drug Administration, ha ordinato alla Glaxo ed ai fabbricanti di farmaci rientranti nella classe Paxil di fornire i loro prodotti con una avvertenza di massima evidenza.
HARDEE’S: Il grande produttore di fast-food si sta vantando al massimo come sia poco salubre il suo ultimo prodotto, il Monster Thickburger. “Prima c’erano i burgers, poi vennero i Thick burgers,. Ora Hardee’s vi presente la madre di tutti i burgers—il Mostro Thickburger.. Con un peso di circa 3 etti questo 100 per cento manzo Angus è un monumento alla decadenza.” Il Mostro Thickburger è un sandwich di circa 1.420 calorie. Ingerire un Thickburger è come ingerire due Big Mac o cinque MacDonald’s. Aggiungete 600 calorie di patate e avrete più di 2.000 calorie, che per la maggior parte della gente dovrebbero bastare per un’intera giornata, come afferma Michael Jacobson del Centro per la scienza nell’interesse pubblico, il quale definisce il Thickburger “porno cibo.”
MERCK: Il dottor David Graham, dipendente della Food and Drug Administration, lo chiama “forse la più grave catastrofe per un solo prodotto farmaceutico di questo paese.” Testimoniando a novembre di fronte a una commissione del Senato il dottor Graham ha citato il numero di chi ha subito negli Stati Uniti attacchi cardiaci o infarti, a causa del farmaco Vioxx, nell’ordine di 88.000 e 139.000. Ha quindi affermato che circa il 40 per cento dei colpiti, e cioè da 35.000 a 55.000 persone, sono deceduti. Secondo una ricerca condotta dal periodico “Lancet” l’inaccettabile rischio cardiovascolare rappresentato dal Vioxx era evidente sin dall’anno 2.000, cioè ben quattro anni prima che il prodotto venisse ritirato dal mercato dal suo produttore la Merck. La ditta afferma di avere comunicato immediatamente tutto quanto scoperto sulla sicurezza del Vioxx non appena ne è venuta a conoscenza, e di aver ritirato il prodotto dalla vendita subito dopo avere avuto le prove conclusive della sua pericolosità.
MCWANE: McWane Inc. è una grande ditta privata, con sede in Alabama, che costruisce tubazioni idriche e fognarie. Il New York Times, con una serie di articoli devastanti, ha rivelato il dubbio grado di sicurezza sul lavoro della ditta, e il continuo fallimento delle organizzazioni preposte al controllo della pericolosità in cantiere. Nove dipendenti hanno perso la vita in incidenti avvenuti dal 1995, di cui tre dovuti alla deliberata volontà di non adeguarsi allo standard di sicurezza previsti. Fra i 5.000 dipendenti sono state riscontrati più di 4.600 infortuni. Secondo il Times la ditta ha ostacolato gli ispettori nel loro lavoro trattenendoli ai cancelli, mentre venivano nascoste le attrezzature fuori norma. In violazione delle leggi federali sono stati manomessi i luoghi degli incidenti, prima che gli ispettori potessero intervenire. Quando infine gli ispettori hanno potuto contestare delle gravi violazioni, secondo il Times: “la sanzione inflitta dalle autorità era così ridotta che la ditta ha potuto considerarla un semplice costo aziendale”.
RIGGS BANK: Secondo un clamoroso rapporto redatto da un sottocomitato del senato USA, apparso a luglio, è risultato che la Riggs Bank, con sede a Washington D.C., ha tenuto illegalmente conti bancari dell’ex dittatore cileno Augusto Pinochet, ignorando correntemente prove di corruzione su più di 60 conti del governo della Guinea equatoriale. Anche se queste e altre attività sembrano violazioni delle regole bancarie USA, l’ufficio competente (Comptroller of the currency) non ha intrapreso nessuna azione contro la banca pur essendo venuto a conoscenza già nel 2002 di quanto succedeva. Questo comportamento presumibilmente non è estraneo al fatto che l’ispettore dell’OCC sia passato successivamente a lavorare con la Riggs. Nel maggio 2004 la banca ha dovuto pagare 25 milioni di dollari come sanzione per pratiche di riciclaggio di denaro sporco relative alla Guinea e all’Arabia saudita. Attualmente è sotto inchiesta da parte degli organi federali.
WAL-MART: Anche se oggi la Wal-Mart si trova un po’ sulla difensiva dal lato delle pubbliche relazioni, la società rimane comunque un colosso americano della vendita al dettaglio, sia in America che, sempre più, nel mondo. Il ricavato delle vendite supera un quarto di trilioni di dollari. Le entrate rappresentano il 2% del PIL USA. Per due anni di seguito è stata considerata da “Fortune” la ditta più ammirata in America. Si può dire che oggi sia la ditta più rappresentativa del momento attuale. Un fattore chiave, probabilmente il principale, che distingue il suo modo di gestire gli affari è costituito dalla pratica di sottopagare i dipendenti e di passare ad altri i propri costi. Un rapporto del febbraio 2004, da parte del deputato democratico Gorge Miller, California, ha elencato alcuni di questi costi. Il rapporto ha calcolato che un punto vendita con 200 dipendenti può risultare in un costo per i contribuenti di 420.750 dollari all’anno, circa 2.103 dollari per dipendente. Questi costi, a carico della collettività, comprendono pasti gratis o a prezzo ridotto per 50 famiglie della Wal-Mart, assistenza per gli alloggi, crediti per tasse federali e deduzioni per famiglie a basso reddito, oltre ai contributi federali per l’assistenza sanitaria di bambini appartenenti a famiglie a basso reddito.
Russell Mokhiber and Robert Weissman
Fonte:http://www.commondreams.org/views05/0124-21.htm
24.01.05
by Multinational Monitor - Trad. a cura di Vichi Saturday, Jan. 29, 2005 at 1:02 AM mail:
DI RUSSELL MOKHIBER E ROBERT WEISSMAN Traduzione a cura di Vichi http://www.comedonchisciotte.luogocomune.net/modules.php?name=News&file=article&sid=518)
Una delle regole adottate dai giudici del Multinational Monitor nella scelta delle peggiori società dell’anno è quella di non includere i nomi di chi già è apparso nell’anno precedente. (A meno di circostanze particolari.)
Per l’elenco del 2004, ciò significa che non ci sarà la Bayer (anche se nel 2004 ha cercato di introdurre in Europa il riso geneticamente modificato, ha inquinato l’acqua di un paese Africano con il carcinogeno cromo-esavalente, c’è stata la prova che il suo antidolorifico Aleve (naproxen) aumenta i rischi di attacchi cardiaci, e così via), non ci sarà la Boeing (malgrado nuove prove che indicano come lo scandalo dell’aereo cisterna, già costato decine di miliardi di dollari, sia molto peggiore di quanto sembrava), non ci sarà la Clear Channel (anche se la gigantesca emittente ha raggiunto nuovi vertici negativi con la trasmissione “Breast Christmas Ever” con cui si premiavano una dozzina di concorrenti con impianti gratis di seni finti), e nemmeno la Halliburton (implicata in una nuova serie di accuse di corruzione e contratti truffaldini, nel 2004.)
Del restante gruppo di chi aumenta i prezzi, inquina le acque, attacca i sindacati, circuisce i dittatori, insomma dei truffatori, avvelenatori, ingannatori, e malfattori in genere, abbiamo stilato, in ordine alfabetico, il seguente elenco delle 10 peggiori società del 2004.
ABBOTT LABORATORIES: Abbott fa parte dell’elenco perché ha aumentato del 400 per cento il prezzo del Norvir, un importante farmaco anti Aids, sviluppato con un ingente aiuto governativo. L’aumento però non si applica se il farmaco viene acquistato con un altro prodotto Abbott, creando così concorrenza sleale nei confronti di altri produttori e inducendo il consumatore a scegliere i prodotti Abbott sulla base del prezzo.
AIG. La più grande società assicuratrice del mondo. American International Group Inc. è stata accusata di avere istigato la PNF Financial Services a compiere una transazione fraudolenta di circa 750 milioni di dollari, per escludere dai propri libri contabili una serie di prestiti e capitali a rischio delle proprie succursali. AIG ha accettato di pagare 126 milioni di dollari per far cadere le denunce, ma se l’è cavata a poco prezzo, avendo concluso un accordo per il “rinvio del processo”, con ciò si intende che le accuse cadranno entro 12 mesi se verranno rispettati i termini dell’accordo.
COCA-COLA. I lavoratori della Coca-Cola di una fabbrica in Colombia sono stati terrorizzati per anni dalle forze para-militari di destra. Una commissione inviata per indagare, con a capo un membro del Comune di New York, ha scoperto che, fra gli altri abusi, “ci sono state 179 violazioni gravi dei diritti umani contro i lavoratori della Coca-Cola, compresi nove omicidi. Alcuni famigliari di sindacalisti sono stati rapiti e torturati.” La Coca-Cola afferma di essere contraria alla violenza anti sindacale ma che, in ogni caso, essa non era responsabile della conduzione dell’impianto di imbottigliamento (anche se ora lo è, avendo acquistato la società colombiana che lo deteneva). Nel 2004 si sono dimessi, in parte perché non hanno appoggiato una inchiesta indipendente sulle accuse colombiane, sia l’ex consulente legale sia l’ex Procuratore Generale Deval Patrick.
DOW CHEMICAL. Il più grande produttore di plastica, la Dow ha acquistato la Union Carbide nel 1999. Nella mezzanotte del 2 dicembre 1984, 27 tonnellate di gas letale fuoriuscì da una fabbrica della U.C. a Bophal, in India, causando la morte immediata di 8.000 persone e l’avvelenamento di altre migliaia. Oggi a Bophal, almeno 150.000 persone, compresi bambini nati da parenti sopravvissuti al disastro, soffrono per gli effetti correlati all’incidente come cancro, danni neurologici disturbi mestruali e malattie mentali. Dow respinge ogni responsabilità. In una dichiarazione si afferma “Anche se Dow non è mai stata proprietaria della fabbrica, abbiamo tratto lezione, come il resto dell’industria, da questo tragico accaduto, e abbiamo cercato di fare del nostro meglio perché simili fatti non si ripetino più.”
GLAXOSMITHKLINE. A seguito di alcune rivelazioni e azioni intraprese in Gran Bretagna nel 2003 e 2004, si è finalmente appreso, anche negli USA, la storia dei gravi effetti collaterali derivanti dall’uso del Glaxo Paxil ( e altri farmaci della stessa famiglia) in particolare l’effetto dipendenza e l’aumento della tendenza al suicidio fra i giovani. A giugno il Procuratore Generale Eliot Spitzer ha presentato una denuncia contro la Glaxo, accusando il gigante farmaceutico di aver soppresso le prove della nocività del Paxil contro i giovani, e di aver indotto in errore i medici. Glaxo ha respinto le accuse, ma ha accettato una nuova linea di condotta, in base alla quale saranno resi pubblici tutti i risultati delle loro ricerche. A ottobre la U.S. Food and Drug Administration, ha ordinato alla Glaxo ed ai fabbricanti di farmaci rientranti nella classe Paxil di fornire i loro prodotti con una avvertenza di massima evidenza.
HARDEE’S: Il grande produttore di fast-food si sta vantando al massimo come sia poco salubre il suo ultimo prodotto, il Monster Thickburger. “Prima c’erano i burgers, poi vennero i Thick burgers,. Ora Hardee’s vi presente la madre di tutti i burgers—il Mostro Thickburger.. Con un peso di circa 3 etti questo 100 per cento manzo Angus è un monumento alla decadenza.” Il Mostro Thickburger è un sandwich di circa 1.420 calorie. Ingerire un Thickburger è come ingerire due Big Mac o cinque MacDonald’s. Aggiungete 600 calorie di patate e avrete più di 2.000 calorie, che per la maggior parte della gente dovrebbero bastare per un’intera giornata, come afferma Michael Jacobson del Centro per la scienza nell’interesse pubblico, il quale definisce il Thickburger “porno cibo.”
MERCK: Il dottor David Graham, dipendente della Food and Drug Administration, lo chiama “forse la più grave catastrofe per un solo prodotto farmaceutico di questo paese.” Testimoniando a novembre di fronte a una commissione del Senato il dottor Graham ha citato il numero di chi ha subito negli Stati Uniti attacchi cardiaci o infarti, a causa del farmaco Vioxx, nell’ordine di 88.000 e 139.000. Ha quindi affermato che circa il 40 per cento dei colpiti, e cioè da 35.000 a 55.000 persone, sono deceduti. Secondo una ricerca condotta dal periodico “Lancet” l’inaccettabile rischio cardiovascolare rappresentato dal Vioxx era evidente sin dall’anno 2.000, cioè ben quattro anni prima che il prodotto venisse ritirato dal mercato dal suo produttore la Merck. La ditta afferma di avere comunicato immediatamente tutto quanto scoperto sulla sicurezza del Vioxx non appena ne è venuta a conoscenza, e di aver ritirato il prodotto dalla vendita subito dopo avere avuto le prove conclusive della sua pericolosità.
MCWANE: McWane Inc. è una grande ditta privata, con sede in Alabama, che costruisce tubazioni idriche e fognarie. Il New York Times, con una serie di articoli devastanti, ha rivelato il dubbio grado di sicurezza sul lavoro della ditta, e il continuo fallimento delle organizzazioni preposte al controllo della pericolosità in cantiere. Nove dipendenti hanno perso la vita in incidenti avvenuti dal 1995, di cui tre dovuti alla deliberata volontà di non adeguarsi allo standard di sicurezza previsti. Fra i 5.000 dipendenti sono state riscontrati più di 4.600 infortuni. Secondo il Times la ditta ha ostacolato gli ispettori nel loro lavoro trattenendoli ai cancelli, mentre venivano nascoste le attrezzature fuori norma. In violazione delle leggi federali sono stati manomessi i luoghi degli incidenti, prima che gli ispettori potessero intervenire. Quando infine gli ispettori hanno potuto contestare delle gravi violazioni, secondo il Times: “la sanzione inflitta dalle autorità era così ridotta che la ditta ha potuto considerarla un semplice costo aziendale”.
RIGGS BANK: Secondo un clamoroso rapporto redatto da un sottocomitato del senato USA, apparso a luglio, è risultato che la Riggs Bank, con sede a Washington D.C., ha tenuto illegalmente conti bancari dell’ex dittatore cileno Augusto Pinochet, ignorando correntemente prove di corruzione su più di 60 conti del governo della Guinea equatoriale. Anche se queste e altre attività sembrano violazioni delle regole bancarie USA, l’ufficio competente (Comptroller of the currency) non ha intrapreso nessuna azione contro la banca pur essendo venuto a conoscenza già nel 2002 di quanto succedeva. Questo comportamento presumibilmente non è estraneo al fatto che l’ispettore dell’OCC sia passato successivamente a lavorare con la Riggs. Nel maggio 2004 la banca ha dovuto pagare 25 milioni di dollari come sanzione per pratiche di riciclaggio di denaro sporco relative alla Guinea e all’Arabia saudita. Attualmente è sotto inchiesta da parte degli organi federali.
WAL-MART: Anche se oggi la Wal-Mart si trova un po’ sulla difensiva dal lato delle pubbliche relazioni, la società rimane comunque un colosso americano della vendita al dettaglio, sia in America che, sempre più, nel mondo. Il ricavato delle vendite supera un quarto di trilioni di dollari. Le entrate rappresentano il 2% del PIL USA. Per due anni di seguito è stata considerata da “Fortune” la ditta più ammirata in America. Si può dire che oggi sia la ditta più rappresentativa del momento attuale. Un fattore chiave, probabilmente il principale, che distingue il suo modo di gestire gli affari è costituito dalla pratica di sottopagare i dipendenti e di passare ad altri i propri costi. Un rapporto del febbraio 2004, da parte del deputato democratico Gorge Miller, California, ha elencato alcuni di questi costi. Il rapporto ha calcolato che un punto vendita con 200 dipendenti può risultare in un costo per i contribuenti di 420.750 dollari all’anno, circa 2.103 dollari per dipendente. Questi costi, a carico della collettività, comprendono pasti gratis o a prezzo ridotto per 50 famiglie della Wal-Mart, assistenza per gli alloggi, crediti per tasse federali e deduzioni per famiglie a basso reddito, oltre ai contributi federali per l’assistenza sanitaria di bambini appartenenti a famiglie a basso reddito.
Russell Mokhiber and Robert Weissman
Fonte:http://www.commondreams.org/views05/0124-21.htm
24.01.05
Saturday, December 11, 2004
con Berlusconi Si assumono altri docenti di religione mentre rimangono scoperte migliaia di cattedre nelle materie obbligatorie
Buonsenso di destra"
» Si assumono altri docenti di religione mentre rimangono scoperte migliaia di cattedre nelle materie obbligatorie
Non ci sono soldi e la Finanziaria del Governo taglia del 2% i fondi destinati alla scuola pubblica già agonizzante, ma il nuovo ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini (UDC), trova i soldi per assumere altri nuovi insegnanti di religione anche se la finanziaria Berlusconi ha disposto il blocco delle assunzioni per tutto il pubblico impiego e persino delle supplenze. Dopo lo scandaloso bando di concorso ( www:radicalidisinistra.it/2004/iniziative/scuola.htm) in cui fu concessa la corsia preferenziale per gli insegnanti di religione cattolica, con la firma del suo primo atto ministeriale, il Ministro Baccini ha pensato bene di fare il regalo di Natale al Vaticano, assumendo altri 9229 insegnanti di religione. Cambiano i ministri ma prosegue quella politica di sfascio della scuola e della Repubblica italiana: si continua a dare a chi ha molto e si toglie a chi ha già poco, per giunta facendolo passare come "un atto dovuto, in base ai patti vigenti tra Stato italiano e Chiesa". Ma i Patti Lateranensi istituiti dal regime fascista, ai quali si riferisce il Ministro, non impongono la clericalizzazione della Scuola Pubblica e, anzi, prevedono la libertà di scelta per lo studente tra ora di religione e materie alternative. Quindi sarebbe utile l'assunzione di nuovi insegnanti per organizzare le ore alternative (ad esempio lo studio guidato con insegnanti, invece di dover pagare ripetizioni private), invece si assumono in massa insegnanti di religione e l'alternativa nelle scuole è tra il frequentare l'ora di religione oppure essere abbandonati a sé stessi nei corridoi. Tra l'altro: perché dobbiamo mantenere decine di migliaia di insegnanti di religione quando ci sono parrocchie e oratori (peraltro costruiti e mantenuti sempre con i soldi pubblici) dove, chi vuole, può mandare i propri figli? Quello di Baccini è uno spreco inaccettabile: si assumono i docenti di religione mentre rimangono scoperte migliaia di cattedre nelle materie obbligatorie. Vengono assunti nuovi insegnanti di religione, ma il Governo licenzia insegnanti di sostegno e supplenti. I primi non hanno mai svolto alcun concorso di merito, ma vengono scelti dalla curia vescovile a suo insindacabile giudizio, tanto che il circa il 26% sono ecclesiastici. Un'autorità esterna allo Stato Italiano ha oggi il diritto di decidere chi ha diritto a lavorare nella scuola pubblica! Lo Stato paga lo stipendio a persone su cui non ha il minimo controllo, e che utilizzano lo spazio concesso per un insegnamento di parte, spesso in contrasto con i principi di laicità dello Stato stesso. Il tutto in sfregio al principio d'uguaglianza dei cittadini. In difesa di Baccini è ovviamente scesa la Moratti, la quale ha già raddoppiato nella sua "Riforma" le ore di religione (riducendo le ore di altre materie, come ad esempio Educazione tecnica nelle Scuole Medie Inferiori) e ha affermato che si tratta "solo della prima tranche dei 15.366 insegnati necessari per il triennio prossimo". Necessari a chi?
» Si assumono altri docenti di religione mentre rimangono scoperte migliaia di cattedre nelle materie obbligatorie
Non ci sono soldi e la Finanziaria del Governo taglia del 2% i fondi destinati alla scuola pubblica già agonizzante, ma il nuovo ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini (UDC), trova i soldi per assumere altri nuovi insegnanti di religione anche se la finanziaria Berlusconi ha disposto il blocco delle assunzioni per tutto il pubblico impiego e persino delle supplenze. Dopo lo scandaloso bando di concorso ( www:radicalidisinistra.it/2004/iniziative/scuola.htm) in cui fu concessa la corsia preferenziale per gli insegnanti di religione cattolica, con la firma del suo primo atto ministeriale, il Ministro Baccini ha pensato bene di fare il regalo di Natale al Vaticano, assumendo altri 9229 insegnanti di religione. Cambiano i ministri ma prosegue quella politica di sfascio della scuola e della Repubblica italiana: si continua a dare a chi ha molto e si toglie a chi ha già poco, per giunta facendolo passare come "un atto dovuto, in base ai patti vigenti tra Stato italiano e Chiesa". Ma i Patti Lateranensi istituiti dal regime fascista, ai quali si riferisce il Ministro, non impongono la clericalizzazione della Scuola Pubblica e, anzi, prevedono la libertà di scelta per lo studente tra ora di religione e materie alternative. Quindi sarebbe utile l'assunzione di nuovi insegnanti per organizzare le ore alternative (ad esempio lo studio guidato con insegnanti, invece di dover pagare ripetizioni private), invece si assumono in massa insegnanti di religione e l'alternativa nelle scuole è tra il frequentare l'ora di religione oppure essere abbandonati a sé stessi nei corridoi. Tra l'altro: perché dobbiamo mantenere decine di migliaia di insegnanti di religione quando ci sono parrocchie e oratori (peraltro costruiti e mantenuti sempre con i soldi pubblici) dove, chi vuole, può mandare i propri figli? Quello di Baccini è uno spreco inaccettabile: si assumono i docenti di religione mentre rimangono scoperte migliaia di cattedre nelle materie obbligatorie. Vengono assunti nuovi insegnanti di religione, ma il Governo licenzia insegnanti di sostegno e supplenti. I primi non hanno mai svolto alcun concorso di merito, ma vengono scelti dalla curia vescovile a suo insindacabile giudizio, tanto che il circa il 26% sono ecclesiastici. Un'autorità esterna allo Stato Italiano ha oggi il diritto di decidere chi ha diritto a lavorare nella scuola pubblica! Lo Stato paga lo stipendio a persone su cui non ha il minimo controllo, e che utilizzano lo spazio concesso per un insegnamento di parte, spesso in contrasto con i principi di laicità dello Stato stesso. Il tutto in sfregio al principio d'uguaglianza dei cittadini. In difesa di Baccini è ovviamente scesa la Moratti, la quale ha già raddoppiato nella sua "Riforma" le ore di religione (riducendo le ore di altre materie, come ad esempio Educazione tecnica nelle Scuole Medie Inferiori) e ha affermato che si tratta "solo della prima tranche dei 15.366 insegnati necessari per il triennio prossimo". Necessari a chi?
Wednesday, December 08, 2004
INDSP REPORT : why ogm free?
Why GM Free?
1. GM crops failed to deliver promised benefits
The consistent finding from independe esearch and on-farm surveys since 1999 is that GM crops have failed to deliver the promised benefits of significantly increasing yields or reducing herbicide and pesticide use. GM crops have cost the United States an estimated $12 billion in farm subsidies, lost sales and product recalls due to transgenic contamination. Massive failures in Bt cotton of up to 100% were reported in India.
Biotech corporations have suffered rapid decline since 2000, and investment advisors forecast no future for the agricultural sector. Meanwhile worldwide resistance to GM has reached a climax in 2002 when Zambia refused GM maize in food aid despite the threat of famine.
2. GM crops posing escalating problems on the farm
The instability of transgenic lines has plagued the industry from the beginning, and this may be responsible for a string of major crop failures. A review in 1994 stated, "While there are some examples of plants which show stable expression of a transgene these may prove to be the exceptions to the rule. In an informal survey of over 30 companies involved in the commercialisation of transgenic crop plants….almost all of the respondents indicated that they had observed some level of transgene inaction. Many respondents indicated that most cases of transgene inactivation never reach the literature."
Triple herbicide-tolerant oilseed rape volunteers that have combined transgenic and non-transgenic traits are now widespread in Canada. Similar multiple herbicide-tolerant volunteers and weeds have emerged in the United States. In the United States, glyphosate-tolerant weeds are plaguing GM cotton and soya fields, and atrazine, one of the most toxic herbicides, has had to be used with glufosinate-tolerant GM maize.
Bt biopesticide traits are simultaneously threatening to create superweeds and Bt- resistant pests.
3. Extensive transgenic contamination unavoidable
Extensive transgenic contamination has occurred in maize landraces growing in remote regions in Mexico despite an official moratorium that has been in place since 1998. High levels of contamination have since been found in Canada. In a test of 33 certified seed stocks, 32 were found contaminated.
New research shows that transgenic pollen, wind-blown and deposited elsewhere, or fallen directly to the ground, is a major source of transgenic contamination. Contamination is generally acknowledged to be unavoidable, hence there can be no co-existence of transgenic and non-transgenic crops.
4. GM crops not safe
Contrary to the claims of proponents, GM crops have not been proven safe. The regulatory framework was fatally flawed from the start. It was based on an anti-precautionary approach designed to expedite product approval at the expense of safety considerations. The principle of ‘substantial equivalence’, on which risk assessment is based, is intended to be vague and ill-defined, thereby giving companies complete licence in claiming transgenic products ‘substantially equivalent’ to non-transgenic products, and hence ‘safe’.
5. GM food raises serious safety concerns
There have been very few credible studies on GM food safety. Nevertheless, the available findings already give cause for concern. In the still only systematic investigation on GM food ever carried out in the world, ‘growth factor-like’ effects were found in the stomach and small intestine of young rats that were not fully accounted for by the transgene product, and were hence attributable to the transgenic process or the transgenic construct, and may hence be general to all GM food. There have been at least two other, more limited, studies that also raised serious safety concerns.
6. Dangerous gene products are incorporated into crops
Bt proteins, incorporated into 25% of all transgenic crops worldwide, have been found harmful to a range of non-target insects. Some of them are also potent immunogens and allergens. A team of scientists have cautioned against releasing Bt crops for human use.
Food crops are increasingly used to produce pharmaceuticals and drugs, including cytokines known to suppress the immune system, induce sickness and central nervous system toxicity; interferon alpha, reported to cause dementia, neurotoxicity and mood and cognitive side effects; vaccines; and viral sequences such as the ‘spike’ protein gene of the pig coronavirus, in the same family as the SARS virus linked to the current epidemic. The glycoprotein gene gp120 of the AIDS virus HIV-1, incorporated into GM maize as a ‘cheap, edible oral vaccine’, serves as yet another biological time-bomb, as it can interfere with the immune system and recombine with viruses and bacteria to generate new and unpredictable pathogens.
7. Terminator crops spread male sterility
Crops engineered with ‘suicide’ genes for male sterility have been promoted as a means of ‘containing’, i.e., preventing, the spread of transgenes. In reality, the hybrid crops sold to farmers spread both male sterile suicide genes as well herbicide tolerance genes via pollen.
8. Broad-spectrum herbicides highly toxic to humans and other species
Glufosinate ammonium and glyphosate are used with the herbicide-tolerant transgenic crops that currently account for 75% of all transgenic crops worldwide. Both are systemic metabolic poisons expected to have a wide range of harmful effects, and these have been confirmed.
Glufosinate ammonium is linked to neurological, respiratory, gastrointestinal and haematological toxicities, and birth defects in humans and mammals. It is toxic to butterflies and a number of beneficial insects, also to the larvae of clams and oysters, Daphnia and some freshwater fish, especially the rainbow trout. It inhibits beneficial soil bacteria and fungi, especially those that fix nitrogen.
Glyphosate is the most frequent cause of complaints and poisoning in the UK. Disturbances of many body functions have been reported after exposures at normal use levels.
Glyphosate exposure nearly doubled the risk of late spontaneous abortion, and children born to users of glyphosate had elevated neurobehavioral defects. Glyphosate caused retarded development of the foetal skeleton in laboratory rats. Glyphosate inhibits the synthesis of steroids, and is genotoxic in mammals, fish and frogs. Field dose exposure of earthworms caused at least 50 percent mortality and significant intestinal damage among surviving worms. Roundup caused cell division dysfunction that may be linked to human cancers.
The known effects of both glufosinate and glyphosate are sufficiently serious for all further uses of the herbicides to be halted.
9. Genetic engineering creates super-viruses
By far the most insidious dangers of genetic engineering are inherent to the process itself, which greatly enhances the scope and probability of horizontal gene transfer and recombination, the main route to creating viruses and bacteria that cause disease epidemics. This was highlighted, in 2001, by the ‘accidental’ creation of a killer mouse virus in the course of an apparently innocent genetic engineering experiment.
Newer techniques, such as DNA shuffling are allowing geneticists to create in a matter of minutes in the laboratory millions of recombinant viruses that have never existed in billions of years of evolution. Disease-causing viruses and bacteria and their genetic material are the predominant materials and tools for genetic engineering, as much as for the intentional creation of bio-weapons.
10. Transgenic DNA in food taken up by bacteria in human gut
There is already experimental evidence that transgenic DNA from plants has been taken up by bacteria in the soil and in the gut of human volunteers. Antibiotic resistance marker genes can spread from transgenic food to pathogenic bacteria, making infections very difficult to treat.
11. Transgenic DNA and cancer
Transgenic DNA is known to survive digestion in the gut and to jump into the genome of mammalian cells, raising the possibility for triggering cancer.
The possibility cannot be excluded that feeding GM products such as maize to animals also carries risks, not just for the animals but also for human beings consuming the animal products.
12. CaMV 35S promoter increases horizontal gene transfer
Evidence suggests that transgenic constructs with the CaMV 35S promoter might be especially unstable and prone to horizontal gene transfer and recombination, with all the attendant hazards: gene mutations due to random insertion, cancer, reactivation of dormant viruses and generation of new viruses. This promoter is present in most GM crops being grown commercially today.
13. A history of misrepresentation and suppression of scientific evidence
There has been a history of misrepresentation and suppression of scientific evidence, especially on horizontal gene transfer. Key experiments failed to be performed, or were performed badly and then misrepresented. Many experiments were not followed up, including investigations on whether the CaMV 35S promoter is responsible for the ‘growth-factor-like’ effects observed in young rats fed GM potatoes.
In conclusion, GM crops have failed to deliver the promised benefits and are posing escalating problems on the farm. Transgenic contamination is now widely acknowledged to be unavoidable, and hence there can be no co-existence of GM and non-GM agriculture. Most important of all, GM crops have not been proven safe. On the contrary, sufficient evidence has emerged to raise serious safety concerns, that if ignored could result in irreversible damage to health and the environment. GM crops should be firmly rejected now.
Why Sustainable Agriculture?
1. Higher productivity and yields, especially in the Third World
Some 8.98 million farmers have adopted sustainable agriculture practices on 28.92 million hectares in Asia, Latin America and Africa. Reliable data from 89 projects show higher productivity and yields: 50-100% increase in yield for rainfed crops, and 5-10% for irrigated crops. Top successes include Burkina Faso, which turned a cereal deficit of 644 kg per year to an annual surplus of 153 kg; Ethiopia, where 12 500 households enjoyed 60% increase in crop yields; and Honduras and Guatemala, where 45 000 families increased yields from 400-600 kg/ha to 2 000-2 500 kg/ha.
Long-term studies in industrialised countries show yields for organic comparable to conventional agriculture, and sometimes higher.
2. Better soils
Sustainable agricultural practices tend to reduce soil erosion, as well as improve soil physical structure and water-holding capacity, which are crucial in averting crop failures during periods of drought.
Soil fertility is maintained or increased by various sustainable agriculture practices. Studies show that soil organic matter and nitrogen levels are higher in organic than in conventional fields.
Biological activity has also been found to be higher in organic soils. There are more earthworms, arthropods, mycorrhizal and other fungi, and micro-organisms, all of which are beneficial for nutrient recycling and suppression of disease.
3. Cleaner environment
There is little or no polluting chemical-input with sustainable agriculture. Moreover, research suggests that less nitrate and phosphorus are leached to groundwater from organic soils.
Better water infiltration rates are found in organic systems. Therefore, they are less prone to erosion and less likely to contribute to water pollution from surface runoff.
4. Reduced pesticides and no increase in pests
Organic farming prohibits routine pesticide application. Integrated pest management has cut the number of pesticide sprays in Vietnam from 3.4 to one per season, in Sri Lanka from 2.9 to 0.5 per season, and in Indonesia from 2.9 to 1.1 per season.
Research showed no increase in crop losses due to pest damage, despite the withdrawal of synthetic insecticides in Californian tomato production.
Pest control is achievable without pesticides, reversing crop losses, as for example, by using ‘trap crops’ to attract stem borer, a major pest in East Africa. Other benefits of avoiding pesticides arise from utilising the complex inter-relationships between species in an ecosystem.
5. Supporting biodiversity and using diversity
Sustainable agriculture promotes agricultural biodiversity, which is crucial for food security and rural livelihoods. Organic farming can also support much greater biodiversity, benefiting species that have significantly declined.
Biodiverse systems are more productive than monocultures. Integrated farming systems in Cuba are 1.45 to 2.82 times more productive than monocultures. Thousands of Chinese rice farmers have doubled yields and nearly eliminated the most devastating disease simply by mixed planting of two varieties.
Soil biodiversity is enhanced by organic practices, bringing beneficial effects such as recovery and rehabilitation of degraded soils, improved soil structure and water infiltration.
6. Environmentally and economically sustainable
Research on apple production systems ranked the organic system first in environmental and economic sustainability, the integrated system second and the conventional system last. Organic apples were most profitable due to price premiums, quicker investment return and fast recovery of costs.
A Europe-wide study showed that organic farming performs better than conventional farming in the majority of environmental indicators. A review by the Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) concluded that well-managed organic agriculture leads to more favourable conditions at all environmental levels.
7. Ameliorating climate change by reducing direct & indirect energy use
Organic agriculture uses energy much more efficiently and greatly reduces CO2 emissions compared with conventional agriculture, both with respect to direct energy consumption in fuel and oil and indirect consumption in synthetic fertilizers and pesticides.
Sustainable agriculture restores soil organic matter content, increasing carbon sequestration below ground, thereby recovering an important carbon sink. Organic systems have shown significant ability to absorb and retain carbon, raising the possibility that sustainable agriculture practices can help reduce the impact of global warming.
Organic agriculture is likely to emit less nitrous dioxide (N2O), another important greenhouse gas and also a cause of stratospheric ozone depletion.
8. Efficient, profitable production
Any yield reduction in organic agriculture is more than offset by ecological and efficiency gains. Research has shown that the organic approach can be commercially viable in the long-term, producing more food per unit of energy or resources.
Data show that smaller farms produce far more per unit area than the larger farms characteristic of conventional farming. Though the yield per unit area of one crop may be lower on a small farm than on a large monoculture, the total output per unit area, often composed of more than a dozen crops and various animal products, can be far higher.
Production costs for organic farming are often lower than for conventional farming, bringing equivalent or higher net returns even without organic price premiums. When price premiums are factored in, organic systems are almost always more profitable.
9. Improved food security and benefits to local communities
A review of sustainable agriculture projects in developing countries showed that average food production per household increased by 1.71 tonnes per year (up 73%) for 4.42 million farmers on 3.58 million hectares, bringing food security and health benefits to local communities.
Increasing agricultural productivity has been shown to also increase food supplies and raise incomes, thereby reducing poverty, increasing access to food, reducing malnutrition and improving health and livelihoods.
Sustainable agricultural approaches draw extensively on traditional and indigenous knowledge, and place emphasis on the farmers’ experience and innovation. This thereby utilises appropriate, low-cost and readily available local resources as well as improves farmers’ status and autonomy, enhancing social and cultural relations within local communities.
Local means of sale and distribution can generate more money for the local economy. For every £1 spent at an organic box scheme from Cusgarne Organics (UK), £2.59 is generated for the local economy; but for every £1 spent at a supermarket, only £1.40 is generated for the local economy.
10. Better food quality for health
Organic food is safer, as organic farming prohibits routine pesticide and herbicide use, so harmful chemical residues are rarely found.
Organic production also bans the use of artificial food additives such as hydrogenated fats, phosphoric acid, aspartame and monosodium glutamate, which have been linked to health problems as diverse as heart disease, osteoporosis, migraines and hyperactivity.
Studies have shown that, on average, organic food has higher vitamin C, higher mineral levels and higher plant phenolics – plant compounds that can fight cancer and heart disease, and combat age-related neurological dysfunctions – and significantly less nitrates, a toxic compound.
Sustainable agricultural practices have proven beneficial in all aspects relevant to health and the environment. In addition, they bring food security and social and cultural well-being to local communities everywhere. There is an urgent need for a comprehensive global shift to all forms of sustainable agriculture
1. GM crops failed to deliver promised benefits
The consistent finding from independe esearch and on-farm surveys since 1999 is that GM crops have failed to deliver the promised benefits of significantly increasing yields or reducing herbicide and pesticide use. GM crops have cost the United States an estimated $12 billion in farm subsidies, lost sales and product recalls due to transgenic contamination. Massive failures in Bt cotton of up to 100% were reported in India.
Biotech corporations have suffered rapid decline since 2000, and investment advisors forecast no future for the agricultural sector. Meanwhile worldwide resistance to GM has reached a climax in 2002 when Zambia refused GM maize in food aid despite the threat of famine.
2. GM crops posing escalating problems on the farm
The instability of transgenic lines has plagued the industry from the beginning, and this may be responsible for a string of major crop failures. A review in 1994 stated, "While there are some examples of plants which show stable expression of a transgene these may prove to be the exceptions to the rule. In an informal survey of over 30 companies involved in the commercialisation of transgenic crop plants….almost all of the respondents indicated that they had observed some level of transgene inaction. Many respondents indicated that most cases of transgene inactivation never reach the literature."
Triple herbicide-tolerant oilseed rape volunteers that have combined transgenic and non-transgenic traits are now widespread in Canada. Similar multiple herbicide-tolerant volunteers and weeds have emerged in the United States. In the United States, glyphosate-tolerant weeds are plaguing GM cotton and soya fields, and atrazine, one of the most toxic herbicides, has had to be used with glufosinate-tolerant GM maize.
Bt biopesticide traits are simultaneously threatening to create superweeds and Bt- resistant pests.
3. Extensive transgenic contamination unavoidable
Extensive transgenic contamination has occurred in maize landraces growing in remote regions in Mexico despite an official moratorium that has been in place since 1998. High levels of contamination have since been found in Canada. In a test of 33 certified seed stocks, 32 were found contaminated.
New research shows that transgenic pollen, wind-blown and deposited elsewhere, or fallen directly to the ground, is a major source of transgenic contamination. Contamination is generally acknowledged to be unavoidable, hence there can be no co-existence of transgenic and non-transgenic crops.
4. GM crops not safe
Contrary to the claims of proponents, GM crops have not been proven safe. The regulatory framework was fatally flawed from the start. It was based on an anti-precautionary approach designed to expedite product approval at the expense of safety considerations. The principle of ‘substantial equivalence’, on which risk assessment is based, is intended to be vague and ill-defined, thereby giving companies complete licence in claiming transgenic products ‘substantially equivalent’ to non-transgenic products, and hence ‘safe’.
5. GM food raises serious safety concerns
There have been very few credible studies on GM food safety. Nevertheless, the available findings already give cause for concern. In the still only systematic investigation on GM food ever carried out in the world, ‘growth factor-like’ effects were found in the stomach and small intestine of young rats that were not fully accounted for by the transgene product, and were hence attributable to the transgenic process or the transgenic construct, and may hence be general to all GM food. There have been at least two other, more limited, studies that also raised serious safety concerns.
6. Dangerous gene products are incorporated into crops
Bt proteins, incorporated into 25% of all transgenic crops worldwide, have been found harmful to a range of non-target insects. Some of them are also potent immunogens and allergens. A team of scientists have cautioned against releasing Bt crops for human use.
Food crops are increasingly used to produce pharmaceuticals and drugs, including cytokines known to suppress the immune system, induce sickness and central nervous system toxicity; interferon alpha, reported to cause dementia, neurotoxicity and mood and cognitive side effects; vaccines; and viral sequences such as the ‘spike’ protein gene of the pig coronavirus, in the same family as the SARS virus linked to the current epidemic. The glycoprotein gene gp120 of the AIDS virus HIV-1, incorporated into GM maize as a ‘cheap, edible oral vaccine’, serves as yet another biological time-bomb, as it can interfere with the immune system and recombine with viruses and bacteria to generate new and unpredictable pathogens.
7. Terminator crops spread male sterility
Crops engineered with ‘suicide’ genes for male sterility have been promoted as a means of ‘containing’, i.e., preventing, the spread of transgenes. In reality, the hybrid crops sold to farmers spread both male sterile suicide genes as well herbicide tolerance genes via pollen.
8. Broad-spectrum herbicides highly toxic to humans and other species
Glufosinate ammonium and glyphosate are used with the herbicide-tolerant transgenic crops that currently account for 75% of all transgenic crops worldwide. Both are systemic metabolic poisons expected to have a wide range of harmful effects, and these have been confirmed.
Glufosinate ammonium is linked to neurological, respiratory, gastrointestinal and haematological toxicities, and birth defects in humans and mammals. It is toxic to butterflies and a number of beneficial insects, also to the larvae of clams and oysters, Daphnia and some freshwater fish, especially the rainbow trout. It inhibits beneficial soil bacteria and fungi, especially those that fix nitrogen.
Glyphosate is the most frequent cause of complaints and poisoning in the UK. Disturbances of many body functions have been reported after exposures at normal use levels.
Glyphosate exposure nearly doubled the risk of late spontaneous abortion, and children born to users of glyphosate had elevated neurobehavioral defects. Glyphosate caused retarded development of the foetal skeleton in laboratory rats. Glyphosate inhibits the synthesis of steroids, and is genotoxic in mammals, fish and frogs. Field dose exposure of earthworms caused at least 50 percent mortality and significant intestinal damage among surviving worms. Roundup caused cell division dysfunction that may be linked to human cancers.
The known effects of both glufosinate and glyphosate are sufficiently serious for all further uses of the herbicides to be halted.
9. Genetic engineering creates super-viruses
By far the most insidious dangers of genetic engineering are inherent to the process itself, which greatly enhances the scope and probability of horizontal gene transfer and recombination, the main route to creating viruses and bacteria that cause disease epidemics. This was highlighted, in 2001, by the ‘accidental’ creation of a killer mouse virus in the course of an apparently innocent genetic engineering experiment.
Newer techniques, such as DNA shuffling are allowing geneticists to create in a matter of minutes in the laboratory millions of recombinant viruses that have never existed in billions of years of evolution. Disease-causing viruses and bacteria and their genetic material are the predominant materials and tools for genetic engineering, as much as for the intentional creation of bio-weapons.
10. Transgenic DNA in food taken up by bacteria in human gut
There is already experimental evidence that transgenic DNA from plants has been taken up by bacteria in the soil and in the gut of human volunteers. Antibiotic resistance marker genes can spread from transgenic food to pathogenic bacteria, making infections very difficult to treat.
11. Transgenic DNA and cancer
Transgenic DNA is known to survive digestion in the gut and to jump into the genome of mammalian cells, raising the possibility for triggering cancer.
The possibility cannot be excluded that feeding GM products such as maize to animals also carries risks, not just for the animals but also for human beings consuming the animal products.
12. CaMV 35S promoter increases horizontal gene transfer
Evidence suggests that transgenic constructs with the CaMV 35S promoter might be especially unstable and prone to horizontal gene transfer and recombination, with all the attendant hazards: gene mutations due to random insertion, cancer, reactivation of dormant viruses and generation of new viruses. This promoter is present in most GM crops being grown commercially today.
13. A history of misrepresentation and suppression of scientific evidence
There has been a history of misrepresentation and suppression of scientific evidence, especially on horizontal gene transfer. Key experiments failed to be performed, or were performed badly and then misrepresented. Many experiments were not followed up, including investigations on whether the CaMV 35S promoter is responsible for the ‘growth-factor-like’ effects observed in young rats fed GM potatoes.
In conclusion, GM crops have failed to deliver the promised benefits and are posing escalating problems on the farm. Transgenic contamination is now widely acknowledged to be unavoidable, and hence there can be no co-existence of GM and non-GM agriculture. Most important of all, GM crops have not been proven safe. On the contrary, sufficient evidence has emerged to raise serious safety concerns, that if ignored could result in irreversible damage to health and the environment. GM crops should be firmly rejected now.
Why Sustainable Agriculture?
1. Higher productivity and yields, especially in the Third World
Some 8.98 million farmers have adopted sustainable agriculture practices on 28.92 million hectares in Asia, Latin America and Africa. Reliable data from 89 projects show higher productivity and yields: 50-100% increase in yield for rainfed crops, and 5-10% for irrigated crops. Top successes include Burkina Faso, which turned a cereal deficit of 644 kg per year to an annual surplus of 153 kg; Ethiopia, where 12 500 households enjoyed 60% increase in crop yields; and Honduras and Guatemala, where 45 000 families increased yields from 400-600 kg/ha to 2 000-2 500 kg/ha.
Long-term studies in industrialised countries show yields for organic comparable to conventional agriculture, and sometimes higher.
2. Better soils
Sustainable agricultural practices tend to reduce soil erosion, as well as improve soil physical structure and water-holding capacity, which are crucial in averting crop failures during periods of drought.
Soil fertility is maintained or increased by various sustainable agriculture practices. Studies show that soil organic matter and nitrogen levels are higher in organic than in conventional fields.
Biological activity has also been found to be higher in organic soils. There are more earthworms, arthropods, mycorrhizal and other fungi, and micro-organisms, all of which are beneficial for nutrient recycling and suppression of disease.
3. Cleaner environment
There is little or no polluting chemical-input with sustainable agriculture. Moreover, research suggests that less nitrate and phosphorus are leached to groundwater from organic soils.
Better water infiltration rates are found in organic systems. Therefore, they are less prone to erosion and less likely to contribute to water pollution from surface runoff.
4. Reduced pesticides and no increase in pests
Organic farming prohibits routine pesticide application. Integrated pest management has cut the number of pesticide sprays in Vietnam from 3.4 to one per season, in Sri Lanka from 2.9 to 0.5 per season, and in Indonesia from 2.9 to 1.1 per season.
Research showed no increase in crop losses due to pest damage, despite the withdrawal of synthetic insecticides in Californian tomato production.
Pest control is achievable without pesticides, reversing crop losses, as for example, by using ‘trap crops’ to attract stem borer, a major pest in East Africa. Other benefits of avoiding pesticides arise from utilising the complex inter-relationships between species in an ecosystem.
5. Supporting biodiversity and using diversity
Sustainable agriculture promotes agricultural biodiversity, which is crucial for food security and rural livelihoods. Organic farming can also support much greater biodiversity, benefiting species that have significantly declined.
Biodiverse systems are more productive than monocultures. Integrated farming systems in Cuba are 1.45 to 2.82 times more productive than monocultures. Thousands of Chinese rice farmers have doubled yields and nearly eliminated the most devastating disease simply by mixed planting of two varieties.
Soil biodiversity is enhanced by organic practices, bringing beneficial effects such as recovery and rehabilitation of degraded soils, improved soil structure and water infiltration.
6. Environmentally and economically sustainable
Research on apple production systems ranked the organic system first in environmental and economic sustainability, the integrated system second and the conventional system last. Organic apples were most profitable due to price premiums, quicker investment return and fast recovery of costs.
A Europe-wide study showed that organic farming performs better than conventional farming in the majority of environmental indicators. A review by the Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) concluded that well-managed organic agriculture leads to more favourable conditions at all environmental levels.
7. Ameliorating climate change by reducing direct & indirect energy use
Organic agriculture uses energy much more efficiently and greatly reduces CO2 emissions compared with conventional agriculture, both with respect to direct energy consumption in fuel and oil and indirect consumption in synthetic fertilizers and pesticides.
Sustainable agriculture restores soil organic matter content, increasing carbon sequestration below ground, thereby recovering an important carbon sink. Organic systems have shown significant ability to absorb and retain carbon, raising the possibility that sustainable agriculture practices can help reduce the impact of global warming.
Organic agriculture is likely to emit less nitrous dioxide (N2O), another important greenhouse gas and also a cause of stratospheric ozone depletion.
8. Efficient, profitable production
Any yield reduction in organic agriculture is more than offset by ecological and efficiency gains. Research has shown that the organic approach can be commercially viable in the long-term, producing more food per unit of energy or resources.
Data show that smaller farms produce far more per unit area than the larger farms characteristic of conventional farming. Though the yield per unit area of one crop may be lower on a small farm than on a large monoculture, the total output per unit area, often composed of more than a dozen crops and various animal products, can be far higher.
Production costs for organic farming are often lower than for conventional farming, bringing equivalent or higher net returns even without organic price premiums. When price premiums are factored in, organic systems are almost always more profitable.
9. Improved food security and benefits to local communities
A review of sustainable agriculture projects in developing countries showed that average food production per household increased by 1.71 tonnes per year (up 73%) for 4.42 million farmers on 3.58 million hectares, bringing food security and health benefits to local communities.
Increasing agricultural productivity has been shown to also increase food supplies and raise incomes, thereby reducing poverty, increasing access to food, reducing malnutrition and improving health and livelihoods.
Sustainable agricultural approaches draw extensively on traditional and indigenous knowledge, and place emphasis on the farmers’ experience and innovation. This thereby utilises appropriate, low-cost and readily available local resources as well as improves farmers’ status and autonomy, enhancing social and cultural relations within local communities.
Local means of sale and distribution can generate more money for the local economy. For every £1 spent at an organic box scheme from Cusgarne Organics (UK), £2.59 is generated for the local economy; but for every £1 spent at a supermarket, only £1.40 is generated for the local economy.
10. Better food quality for health
Organic food is safer, as organic farming prohibits routine pesticide and herbicide use, so harmful chemical residues are rarely found.
Organic production also bans the use of artificial food additives such as hydrogenated fats, phosphoric acid, aspartame and monosodium glutamate, which have been linked to health problems as diverse as heart disease, osteoporosis, migraines and hyperactivity.
Studies have shown that, on average, organic food has higher vitamin C, higher mineral levels and higher plant phenolics – plant compounds that can fight cancer and heart disease, and combat age-related neurological dysfunctions – and significantly less nitrates, a toxic compound.
Sustainable agricultural practices have proven beneficial in all aspects relevant to health and the environment. In addition, they bring food security and social and cultural well-being to local communities everywhere. There is an urgent need for a comprehensive global shift to all forms of sustainable agriculture
OGM pericolosi , un gruppo di scienziati chiede il bando dall'Europa
Rapporto dell''ISP (Independent Science Panel - Gruppo di Scienziati Indipendenti)
Sommario del documento reso pubblico il 15/06/03
Traduzione italiana:
Daniela Conti email: danielaATcomplessita.it (per favore sostituite AT con @)
Dozzine di noti scienziati da sette diversi paesi, specialisti in discipline quali agroecologia, agronomia, biomatematica, botanica, chimica medica, ecologia, istopatologia, ecologia microbica, genetica molecolare, biochimica nutrizionale, fisiologia, tossicologia e virologia, hanno unito le loro forze per costituire un gruppo di ricerca indipendente sugli OGM, presentato ufficialmente nel corso di un incontro pubblico tenutosi a Londra il 10 maggio 2003, incontro a cui hanno partecipato il ministro britannico dell'ambiente Michael Meacher e altre 200 persone.
In occasione di questo incontro è stata ufficialmente presentata la bozza di un rapporto, The Case for a GM-free Sustainable World (Per un mondo sostenibile, libero da OGM), con cui l'ISP chiede di vietare le colture GM e implementare invece ogni forma di agricoltura sostenibile. Questo autorevole rapporto, presentato come "il più forte e il più completo dossier di prove sperimentali" mai compilato sui rischi e i problemi connessi con le colture GM, da un lato, e dall'altro sui molteplici benefici dell'agricoltura sostenibile, è stato reso pubblico il 15 giugno 2003 ed è visibile nel sito dell'ISP: http://www.indsp.org.
E' inoltre nei seguenti siti:
Institute of Science in Society, UK http://www.i-sis.org.uk
Third World Network http://www.twnside.org.sg
Institute for Food and Development Policy (Food First), USA http://www.foodfirst.org.
Prima della pubblicazione della relazione finale di 120 pagine, l'ISP ha rilasciato il sintetico riassunto di quattro pagine, qui presentato, quale contributo al dibattito sugli OGM che sta avvenendo a livello nazionale nel Regno Unito. Questo documento sfida i fautori degli OGM a rispondere su tutti i punti qui presentati. Si prega di dare a questo documento la più ampia circolazione possibile.
Perchè no agli OGM?
1. Le colture GM non hanno portato i benefici promessi
1.1 Nessun aumento della produttività, né significativa riduzione dell'uso di antiparassitari ed erbicidi;
1.2 L'ammontare delle vendite perdute dagli Stati Uniti, in seguito al rifiuto delle colture GM in tutto il mondo, è stimato in 12 miliardi di dollari;
1.3 In India la percentuale dei raccolti GM falliti arriva fino al 100%;
1.4 Futuro ad alto rischio per l'agrobiotech: "Monsanto potrebbe essere un altro disastro incombente sugli investitori".
2. Le colture GM pongono problemi crescenti all'agricoltura
2.1 Le linee transgeniche sono instabili: "la maggior parte dei casi di inattivazione di transgeni non arriva mai ad apparire nella letteratura scientifica";
2.2 Erbacce e piante dotate di resistenza simultanea a tre diversi diserbanti sono emerse in America del Nord;
2.3 Piante resistenti al glifosato infestano ormai i campi di cotone e soia GM; per controllarle, si ricomincia a usare l'atrazina;
2.4 Le piante che producono tossine Bt minacciano di causare l'emergenza di piante superinfestanti e di parassiti Bt-resistenti.
3. Un'estesa contaminazione da transgeni è INEVITABILE
3.1 Estesa contaminazione da transgeni riscontrata nelle varietà locali di mais, in remote regioni del Messico;
3.2 In Canada si sono rivelati contaminati da OGM 32 su 33 stock commerciali di semi;
3.3 Il polline viene disperso e trasportato dal vento per ore e una velocità del vento di 35 miglia all'ora non è affatto eccezionale;
3.4 Non ci può essere coesistenza tra raccolti GM e non-GM.
4. Le colture GM non sono sicure
4.1 La sicurezza delle colture GM non è stata provata: la regolamentazione è stata sin dall'inizio inficiata da errori fatali;
4.2 il principio della 'sostanziale equivalenza', vago e mal definito, non ha fatto altro che dare alle industrie la totale possibilità di dichiarare che i prodotti GM sono 'sostanzialmente equivalenti' ai prodotti non-GM e perciò 'sicuri'.
5. I cibi GM sollevano gravi preoccupazioni circa la loro sicurezza
5.1 Malgrado la scarsità di studi credibili, i risultati di cui già oggi possiamo disporre sollevano serie preoccupazioni circa la sicurezza dei cibi da OGM;
5.2 Effetti simili a quelli prodotti da un "fattore della crescita" [proliferazione e crescita cellulare], osservati nello stomaco e nell'intestino tenue di giovani ratti, sono stati attribuiti al processo stesso della transgenesi o al costrutto transgenico [vettore + gene estraneo]; è quindi possibile che si tratti di effetti generali che qualsiasi cibo ottenuto con l'ingegneria genetica può provocare;
6. Geni per prodotti pericolosi sono incorporati in piante transgeniche alimentari
6.1 Le proteine Bt [del Bacillus thuringiensis], incorporate nel 25% del totale delle piante GM coltivate in tutto il mondo, sono nocive per molti insetti non-target; alcune sono potenti immunogeni [= sostanze che scatenano risposte immunitarie] e allergeni [= sostanze che scatenano risposte allergiche] per gli esseri umani e gli altri mammiferi;
6.2 Colture alimentari [soprattutto mais] vengono sempre più spesso ingegnerizzate per produrre sostanze farmaceutiche e medicinali, tra cui: a) le citochine, note per agire da soppressori del sistema immunitario e associate a demenza, neurotossicità e ad effetti secondari sia sull'umore che sui processi cognitivi; b) vaccini e sequenze virali, ad esempio il gene di un coronavirus del maiale, appartenente alla stessa famiglia del virus della SARS che è all'origine dell'attuale epidemia; c) il gene gp120 per una glicoproteina del virus dell'AIDS, che potrebbe interferire con il sistema immunitario e ricombinare con virus e batteri già presenti nell'ospite, in modo da generare nuovi e imprevedibili agenti patogeni;
7. Le colture Terminator diffondono tra le piante la sterilità maschile
7.1 Le colture transgeniche in cui sono stati inseriti geni 'suicidi' per la sterilità maschile, reclamizzate come un mezzo per prevenire la diffusione dei transgeni, in realtà diffondono nell'ambiente, attraverso il polline, sia la sterilità maschile sia la tolleranza al diserbante.
8. I diserbanti ad ampio spettro sono altamente tossici per gli esseri umani e per le altre specie animali
8.1 L'ammonio glifosinato e il glifosato, i diserbanti usati con le piante GM resistenti a questi stessi erbicidi (e che attualmente rappresentano il 75% di tutte le piante GM coltivate al mondo), sono veleni metabolici sistemici;
8.2 L'ammonio glifosinato viene associato a varie forme di tossicità - neurologiche, respiratorie, gastrointestinali ed ematologiche - e a difetti congeniti nelle varie specie di mammiferi, compresa quella umana; questo composto è tossico anche per le farfalle e per molti insetti utili, per le larve dei molluschi e delle ostriche, per la dafnia e per alcuni pesci d'acqua dolce, in particolare per la trota iridea; esso inibisce i batteri e i funghi che svolgono nel terreno azioni vantaggiose, e in particolare i batteri fissatori dell'azoto;
8.3 Nel Regno Unito il glifosato è la causa più frequente di avvelenamento e vi sono stati casi di disturbi a molte funzioni organiche anche in seguito all'esposizione ai normali livelli d'uso del composto; l'esposizione al glifosato ha quasi raddoppiato, tra gli utilizzatori del composto, il rischio di aborti spontanei e di procreare bambini con difetti neurocomportamentali; il glifosato ritarda lo sviluppo dello scheletro fetale nei ratti di laboratorio, inibisce la sintesi degli steroidi ed è genotossico nei mammiferi, nei pesci e negli anfibi; l'esposizione alle dosi di irrorazione in campo ha causato nei lombrichi una mortalità di almeno il 50% e significativi danni intestinali nei lombrichi sopravvissuti; il Round Up (ovvero il glifosato nella formulazione prodotta da Monsanto) ha causato disfunzioni della divisione cellulare, un fenomeno che potrebbe essere collegato al cancro nell'uomo;
9. L'ingegneria genetica genera supervirus
9.1 I pericoli più insidiosi dell'ingegneria genetica sono inerenti al suo stesso processo, il quale fa aumentare notevolmente l'estensione e la probabilità del trasferimento genico orizzontale e della ricombinazione, la via principale con cui si generano virus e batteri patogeni;
9.2 Tecniche recenti, come il DNA shuffling [rimescolamento], consentono ai genetisti di generare in pochi minuti in laboratorio milioni di virus ricombinanti, mai esistiti in miliardi di anni di evoluzione;
9.3 I virus, i batteri patogeni e il loro materiale genetico costituiscono le materie prime e gli strumenti di elezione sia per l'ingegneria genetica, sia per la produzione di armi batteriologiche;
10. Il DNA transgenico presente nei cibi viene assorbito dai batteri a livello dell'intestino umano
10.1 E' stato osservato che il DNA transgenico delle piante alimentari viene assorbito dai batteri, sia nel terreno che nell'intestino di volontari umani; i geni marcatori per la resistenza ad antibiotici, presenti nei cibi transgenici, possono trasmettersi a batteri patogeni, fatto che rende poi molto difficile il trattamento delle infezioni.
11. DNA transgenico e cancro
11.1 E' provato che il DNA transgenico sopravvive alla digestione nell'intestino e che 'salta' nel genoma delle cellule di mammifero, dando luogo alla possibilità che si comporti da elemento cancerogeno;
11.2 L'uso di prodotti GM, ad esempio mais, per l'alimentazione animale può comportare rischi non solo per gli animali, ma anche per gli esseri umani che consumano i prodotti di quegli animali;
12.Il promotore 35S del CaMV [virus del mosaico del cavolfiore] rende più probabile e frequente il trasferimento orizzontale dei geni
12.1 Le prove sperimentali suggeriscono che i costrutti transgenici contenenti il promotore 35S del CaMV possono essere particolarmente instabili e inclini al trasferimento orizzontale e alla ricombinazione dei geni, con tutti i rischi che ne derivano: mutazioni geniche dovute a inserzione casuale, cancro, riattivazione di virus latenti e generazione di nuovi virus.
13. Una storia fatta di falsità e occultamenti di prove scientifiche
13.1 La storia degli OGM è fatta di falsità e occultamenti di prove scientifiche, in particolare per ciò che riguarda il trasferimento orizzontale dei geni. Gli esperimenti-chiave non sono stati effettuati, o sono stati effettuati male e poi presentati in modo distorto. Molti esperimenti non sono stati ripetuti nel tempo, comprese le ricerche sulla possibilità che il promotore 35S del CaMV sia responsabile degli effetti da fattore di crescita, osservati in giovani ratti alimentati con patate GM.
In conclusione, le colture GM non hanno portato i benefici promessi e stanno ponendo all'agricoltura problemi sempre più gravi.
LA CONTAMINAZIONE DA TRANSGENI È OGGI UN DATO DI FATTO AMPIAMENTE RICONOSCIUTO COME INEVITABILE, quindi NON PUÒ ESSERVI COESISTENZA tra agricoltura GM e non-GM.
Cosa più importante di tutte, la sicurezza delle colture GM non è mai stata provata.
Al contrario, le prove già emerse sono sufficienti a suscitare serie preoccupazioni circa i rischi posti dagli OGM, rischi che se ignorati potrebbero provocare danni irreversibili alla salute e all'ambiente.
LA COSA PIÙ OPPORTUNA SAREBBE QUINDI RESPINGERE E METTERE IMMEDIATAMENTE AL BANDO LE COLTURE GM.
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Perchè Sì all'agricoltura sostenibile?
14. Produttività e rese maggiori, soprattutto nel terzo mondo
14.1 8,98 milioni di agricoltori hanno adottato pratiche agricole sostenibili, per un totale di 28,92 milioni di ettari così coltivati in Asia, America latina e Africa; i dati, scientificamente affidabili, raccolti da 89 progetti dimostrano che queste pratiche portano a un aumento della produttività e delle rese del 50-100% per le colture non irrigate e del 5-10% per le irrigue. I maggiori successi si sono avuti in Burkina Faso, dove si è passati da un deficit di cereali di 644 chili all'anno a un'eccedenza annuale di 153 chili, in Etiopia, dove 12 500 famiglie di agricoltori hanno goduto di un aumento del 60% nelle rese dei raccolti e in Honduras e Guatemala, dove 45 000 famiglie hanno visto aumentare le rese da 400-600 kg/ha a 2.000-2.500 kg/ha;
14.2 Studi a lungo termine condotti in paesi industrializzati dimostrano che le rese dell'agricoltura biologica sono equiparabili a quelle dell'agricoltura convenzionale e spesso sono superiori.
15. Miglioramento dei terreni
15.1 Le pratiche agricole sostenibili riducono l'erosione del suolo, migliorano la struttura fisica del terreno e la sua capacità di ritenzione dell'acqua, tutti fattori di cruciale importanza per evitare la perdita dei raccolti durante i periodi di siccità;
15.2 La fertilità del suolo è mantenuta e aumentata dalle pratiche agricole sostenibili;
15.3 I suoli coltivati con le pratiche agricole sostenibili mostrano una maggiore attività biologica: un più alto numero di lombrichi, artropodi, micorrize ed altri funghi, e di microorganismi, tutti organismi utili per il riciclo dei nutrienti e per l'eliminazione naturale degli agenti patogeni;
16. Ambiente più pulito
16.1 Nell'agricoltura sostenibile è scarso o del tutto assente l'uso di prodotti chimici inquinanti;
16.2 Minori quantità di nitrati e fosforo raggiungono la falda freatica;
16.3 La filtrazione dell'acqua è migliore nei sistemi ad agricoltura biologica, che quindi sono meno esposti all'erosione e contribuiscono meno all'inquinamento delle acque per dilavazione delle superfici.
17. Riduzione degli antiparassitari, senza aumento dei parassiti
17.1 La lotta integrata ai parassiti ha ridotto il numero delle irrorazioni con antiparassitari da 3,4 a una per stagione in Vietnam, da 2,9 a 0,5 in Sri Lanka e da 2,9 a 1,1 in Indonesia;
17.2 Nella produzione californiana di pomodori, la scelta di non usare insetticidi di sintesi non ha comportato alcun incremento delle perdite di raccolto per danni da parassiti;
17.3 Il controllo dei parassiti si può realizzare senza ricorrere a antiparassitari e senza che ciò comporti perdite del raccolto, usando ad esempio colture 'trappola' per attirare la piralide, come si è visto nell'Africa orientale dove la piralide è un parassita importante;
18. Mantenimento e utilizzo della biodiversità
18.1 L'agricoltura sostenibile promuove la biodiversità in agricoltura, cruciale per la sicurezza alimentare; l'agricoltura biologica può sostenere un livello molto maggiore di biodiversità, con grande vantaggio per le specie che hanno subito significative riduzioni;
18.2 A Cuba i sistemi agricoli integrati sono da 1,45 a 2,82 volte più produttivi delle monocolture;
18.3 In Cina migliaia di coltivatori di riso hanno raddoppiato i raccolti e quasi eliminato una delle malattie del riso più devastanti, semplicemente piantando una mescolanza di due diverse varietà;
18.4 L'agricoltura biologica fa crescere la biodiversità, portando effetti benefici quali il recupero di terreni degradati, il miglioramento della struttura del suolo e della sua capacità di filtrazione dell'acqua.
19. L'agricoltura biologica è sostenibile sia dal punto di vista dell'ambiente che dell'economia
19.1 Una ricerca sulla produzione delle mele con sistemi agricoli diversi ha rivelato che l'agricoltura biologica si colloca al primo posto per quanto riguarda la sostenibilità ambientale ed economica; al secondo posto si piazza il sistema della lotta integrata e all'ultimo quello dell'agricoltura convenzionale; le mele biologiche si sono rivelate le più redditizie per il loro più alto prezzo di mercato, per il più rapido ritorno degli investimenti e un più veloce recupero dei costi;
19.2 Uno studio condotto su tutta l'Europa ha indicato che l'agricoltura biologica dà risultati migliori di quella convenzionale, rispetto alla grande maggioranza degli indicatori ambientali;
19.3 Un'indagine condotta dall'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle Nazioni Unite (la FAO) ha concluso che le pratiche di agricoltura biologica opportunamente applicate portano a un miglioramento delle condizioni ambientali, a tutti i livelli.
20. Effetti positivi sui cambiamenti climatici, tramite la riduzione del consumo diretto e indiretto di energia
20.1 L'agricoltura biologica usa l'energia in modo molto più efficiente, e riduce notevolmente le emissioni di CO2, rispetto all'agricoltura convenzionale sia per quanto riguarda il consumo diretto di energia sotto forma di combustibili fossili, sia riguardo al consumo indiretto connesso con l'uso di fertilizzanti e antiparassitari chimici di sintesi;
20.2 L'agricoltura sostenibile ristabilisce la materia organica del suolo, aumentando la quantità di carbonio sequestrato nel terreno, quindi sottraendo significative quantità di carbonio dall'atmosfera;
20.3 L'agricoltura biologica probabilmente emette meno biossido di azoto (N2O), un altro importante gas serra e una delle cause della distruzione dello strato di ozono.
21. Produzione efficiente, ad alto profitto
21.1 Nell'agricoltura biologica qualunque eventuale riduzione delle rese è più che compensata dai miglioramenti ecologici e dagli aumenti di efficienza;
21.2 Le aziende biologiche, più piccole, producono molto di più per unità di superficie che non i ben più grandi appezzamenti di terreno caratteristici dell'agricoltura convenzionale;
21.3 Nell'agricoltura biologica i costi di produzione sono spesso più bassi che nell'agricoltura convenzionale, portando a ritorni netti equivalenti o più alti anche senza il premio sui prezzi dei prodotti biologici; quando si tiene conto dei prezzi più alti per i prodotti biologici, i profitti di questo sistema di agricoltura sono quasi sempre superiori.
22. Aumento della sicurezza alimentare e dei vantaggi alle comunità locali
22.1 Un'indagine sui risultati dei progetti di agricoltura sostenibile ha dimostrato che la produzione media alimentare per famiglia è aumentata di 1,71 tonnellate all'anno (fino al 73%) per 4,42 milioni di coltivatori che lavorano 3,58 milioni di ettari, portando alle comunità locali grandi benefici in termini di sicurezza alimentare e di salute;
22.2 L'aumento della produttività fa aumentare la quantità di cibo disponibile e i redditi, quindi riduce la povertà aumentando l'accesso al cibo, riducendo la malnutrizione e migliorando le condizioni di salute e di vita;
22.3 I metodi dell'agricoltura sostenibile attingono intensamente dalle conoscenze tradizionali indigene e danno importanza all'esperienza dei coltivatori e alle loro innovazioni, quindi ne migliorano la condizione sociale e l'autonomia, rafforzando le relazioni sociali e culturali all'interno delle comunità locali;
22.4 Per ogni sterlina spesa per acquistare prodotti dell'agricoltura biologica (in uno studio condotto nel Regno Unito), vengono generate 2.59 sterline per l'economia locale; per ogni sterlina spesa in un supermercato, vengono generate soltanto 1,40 sterline per l'economia locale.
23. Prodotti alimentari migliori per la salute
23.1 Il cibo biologico è più sicuro, poiché nell'agricoltura biologica è vietato l'uso di antiparassitari; è perciò raro trovare in questi alimenti residui chimici nocivi;
23.2 Nella produzione biologica è vietato l'uso di additivi artificiali, come i grassi idrogenati, l'acido fosforico, l'aspartame e il glutammato monosodico, che sono stati messi in relazione con patologie molto diverse quali le cardiopatie, l'osteoporosi, l'emicrania e l'iperattività;
23.3 Vari studi hanno dimostrato che, in media, i cibi biologici hanno un contenuto più alto di vitamina C, di minerali e di fenoli - composti vegetali che possono combattere le cardiopatie e il cancro e alleviano le disfunzioni neurologiche correlate con l'età - e un contenuto significativamente più basso di nitrati, che sono sostanze tossiche
Le pratiche dell'agricoltura biologica hanno dimostrato di avere effetti positivi su tutti gli aspetti riguardanti la salute e l'ambiente. In più queste pratiche agricole sono ovunque fonte di sicurezza alimentare, benessere sociale e culturale per tutte le comunità locali. E' necessario e urgente il completo passaggio, a livello mondiale, a tutte le forme di agricoltura sostenibile.
Alcuni degli scienziati che formano l'ISP (il gruppo di scienziati indipendenti) sugli OGM:
Prof. Miguel Altieri
Professore di Agroecologia, University of California, Berkeley, USA
Dr. Michael Antoniou
Senior Lecturer in Genetica Molecolare, GKT School of Medicine, King's College, London
Dr. Susan Bardocz
Biochimica, già attiva al Rowett Research Institute, Scotland
Prof. David Bellamy OBE
Botanico di fama internazionale, ambientalista, giornalista; insignito di numerosi premi e riconoscimenti; Presidente & Vice Presidente di molte organizzazioni per la conservazione e la tutela ambientale
Dr. Elizabeth Bravo V.
Biologa, ricercatrice e attivista nelle campagne di informazione sui temi della biodiversità e degli OGM; cofondatrice di Acción Ecológica; part-time lecturer alla Universidad Politécnica Salesiana, Ecuador
Prof. Joe Cummins
Professor Emeritus di Genetica, University of Western Ontario, London, Ontario, Canada
Dr. Stanley Ewen
Istopatologo presso il Grampian University Hospitals Trust; già Senior Lecturer di Patologia, University of Aberdeen; responsabile dello Scottish Colorectal Cancer Screening Pilot Project
Edward Goldsmith
Ambientalista, insignito di numerosi premi e riconoscimenti, studioso, autore e fondatore di The Ecologist
Dr. Brian Goodwin
Studioso attivo a Residence, Schumacher College, England
Dr. Mae-Wan Ho
Cofondatrice e Direttrice dell'Institute of Science in Society; Editore di Science in Society; Consulente scientifico per The Third World Network e per the Roster of Experts for the Cartagena Protocol on Biosafety; Visiting Reader, Open University, UK e Visiting Professor di Fisica organica, Università di Catania, Sicilia, Italia
Prof. Malcolm Hooper
Professor Emeritus presso la University of Sunderland; già Professore di Chimica Medica, Faculty of Pharmaceutical Sciences, Sunderland Polytechnic; Chief Scientific Consulent per i Gulf War Veterans
Dr. Vyvyan Howard
Medico patologo, Developmental Toxico-Pathology Group, Department of Human Anatomy and Cell Biology, The University of Liverpool; Membro dell'UK Government's Advisory Committee on Pesticides
Dr. Brian John
Studioso di geomorfologia e scienze ambientali; Fondatore e per lungo tempo Presidente del West Wales Eco Centre
Prof. Marijan Jost
Professore di Plant Breeding and Seed Production, Agricultural College Križevci, Croatia
Lim Li Ching
Ricercatrice, Institute of Science in Society e Third World Network; deputy-editor di Science in Society
Dr. Eva Novotny
Astronoma, attivista in campagne sugli OGM per Scientists for Global Responsibility, SGR
Prof. Bob Orskov OBE
Capo della International Feed Resource Unit in Macaulay Institute, Aberdeen, Scotland; Membro della Royal Society of Edinburgh, FRSE; Membro della Polish Academy of Science
Dr. Michel Pimbert
Ecologo, International Institute for Environment and Development
Dr. Arpad Pusztai
Consulente privato; già Senior Research Fellow al Rowett Research Institute, Aberdeen, Scotland
David Quist
Docente di ecologia microbica, Ecosystem Science Division, Environmental Science, Policy and Management, University of California, Berkeley, USA
Dr. Peter Rosset
Ecologo ed esperto di sviluppo rurale; Codirettore di the Institute for Food and Development Policy (Food First), Oakland, California, USA
Prof. Peter Saunders
Professore di Matematica Applicata al King's College, London
Dr. Veljko Veljkovic
Virologo, esperto di AIDS, Center for Multidisciplinary Research and Engineering, Institute of Nuclear Sciences, VINCA, Belgrade, Yugoslavia
Roberto Verzola
Philippine Greens; Membro del Board of Trustees, PABINHI (network per un'agricoltura sostenibile), Coordinatore, SRI-Pilipinas
Dr. Gregor Wolbring
Biochimico, University of Calgary, Alberta, Canada; Adjunct Assistant Professor su temi di bioetica, University of Calgary; Adjunct Assistant Professor, University of Alberta; Fondatore e Direttore Esecutivo dell'International Center for Bioethics, Culture and Disability; Fondatore e Coordinatore dell'International Network on Bioethics and Disability
Prof. Oscar B. Zamora
Professore di Agronomia, Department of Agronomy, University of the Philippines Los Banos-College of Agriculture (UPLB-CA), College, Laguna, The Philippines
Sommario del documento reso pubblico il 15/06/03
Traduzione italiana:
Daniela Conti email: danielaATcomplessita.it (per favore sostituite AT con @)
Dozzine di noti scienziati da sette diversi paesi, specialisti in discipline quali agroecologia, agronomia, biomatematica, botanica, chimica medica, ecologia, istopatologia, ecologia microbica, genetica molecolare, biochimica nutrizionale, fisiologia, tossicologia e virologia, hanno unito le loro forze per costituire un gruppo di ricerca indipendente sugli OGM, presentato ufficialmente nel corso di un incontro pubblico tenutosi a Londra il 10 maggio 2003, incontro a cui hanno partecipato il ministro britannico dell'ambiente Michael Meacher e altre 200 persone.
In occasione di questo incontro è stata ufficialmente presentata la bozza di un rapporto, The Case for a GM-free Sustainable World (Per un mondo sostenibile, libero da OGM), con cui l'ISP chiede di vietare le colture GM e implementare invece ogni forma di agricoltura sostenibile. Questo autorevole rapporto, presentato come "il più forte e il più completo dossier di prove sperimentali" mai compilato sui rischi e i problemi connessi con le colture GM, da un lato, e dall'altro sui molteplici benefici dell'agricoltura sostenibile, è stato reso pubblico il 15 giugno 2003 ed è visibile nel sito dell'ISP: http://www.indsp.org.
E' inoltre nei seguenti siti:
Institute of Science in Society, UK http://www.i-sis.org.uk
Third World Network http://www.twnside.org.sg
Institute for Food and Development Policy (Food First), USA http://www.foodfirst.org.
Prima della pubblicazione della relazione finale di 120 pagine, l'ISP ha rilasciato il sintetico riassunto di quattro pagine, qui presentato, quale contributo al dibattito sugli OGM che sta avvenendo a livello nazionale nel Regno Unito. Questo documento sfida i fautori degli OGM a rispondere su tutti i punti qui presentati. Si prega di dare a questo documento la più ampia circolazione possibile.
Perchè no agli OGM?
1. Le colture GM non hanno portato i benefici promessi
1.1 Nessun aumento della produttività, né significativa riduzione dell'uso di antiparassitari ed erbicidi;
1.2 L'ammontare delle vendite perdute dagli Stati Uniti, in seguito al rifiuto delle colture GM in tutto il mondo, è stimato in 12 miliardi di dollari;
1.3 In India la percentuale dei raccolti GM falliti arriva fino al 100%;
1.4 Futuro ad alto rischio per l'agrobiotech: "Monsanto potrebbe essere un altro disastro incombente sugli investitori".
2. Le colture GM pongono problemi crescenti all'agricoltura
2.1 Le linee transgeniche sono instabili: "la maggior parte dei casi di inattivazione di transgeni non arriva mai ad apparire nella letteratura scientifica";
2.2 Erbacce e piante dotate di resistenza simultanea a tre diversi diserbanti sono emerse in America del Nord;
2.3 Piante resistenti al glifosato infestano ormai i campi di cotone e soia GM; per controllarle, si ricomincia a usare l'atrazina;
2.4 Le piante che producono tossine Bt minacciano di causare l'emergenza di piante superinfestanti e di parassiti Bt-resistenti.
3. Un'estesa contaminazione da transgeni è INEVITABILE
3.1 Estesa contaminazione da transgeni riscontrata nelle varietà locali di mais, in remote regioni del Messico;
3.2 In Canada si sono rivelati contaminati da OGM 32 su 33 stock commerciali di semi;
3.3 Il polline viene disperso e trasportato dal vento per ore e una velocità del vento di 35 miglia all'ora non è affatto eccezionale;
3.4 Non ci può essere coesistenza tra raccolti GM e non-GM.
4. Le colture GM non sono sicure
4.1 La sicurezza delle colture GM non è stata provata: la regolamentazione è stata sin dall'inizio inficiata da errori fatali;
4.2 il principio della 'sostanziale equivalenza', vago e mal definito, non ha fatto altro che dare alle industrie la totale possibilità di dichiarare che i prodotti GM sono 'sostanzialmente equivalenti' ai prodotti non-GM e perciò 'sicuri'.
5. I cibi GM sollevano gravi preoccupazioni circa la loro sicurezza
5.1 Malgrado la scarsità di studi credibili, i risultati di cui già oggi possiamo disporre sollevano serie preoccupazioni circa la sicurezza dei cibi da OGM;
5.2 Effetti simili a quelli prodotti da un "fattore della crescita" [proliferazione e crescita cellulare], osservati nello stomaco e nell'intestino tenue di giovani ratti, sono stati attribuiti al processo stesso della transgenesi o al costrutto transgenico [vettore + gene estraneo]; è quindi possibile che si tratti di effetti generali che qualsiasi cibo ottenuto con l'ingegneria genetica può provocare;
6. Geni per prodotti pericolosi sono incorporati in piante transgeniche alimentari
6.1 Le proteine Bt [del Bacillus thuringiensis], incorporate nel 25% del totale delle piante GM coltivate in tutto il mondo, sono nocive per molti insetti non-target; alcune sono potenti immunogeni [= sostanze che scatenano risposte immunitarie] e allergeni [= sostanze che scatenano risposte allergiche] per gli esseri umani e gli altri mammiferi;
6.2 Colture alimentari [soprattutto mais] vengono sempre più spesso ingegnerizzate per produrre sostanze farmaceutiche e medicinali, tra cui: a) le citochine, note per agire da soppressori del sistema immunitario e associate a demenza, neurotossicità e ad effetti secondari sia sull'umore che sui processi cognitivi; b) vaccini e sequenze virali, ad esempio il gene di un coronavirus del maiale, appartenente alla stessa famiglia del virus della SARS che è all'origine dell'attuale epidemia; c) il gene gp120 per una glicoproteina del virus dell'AIDS, che potrebbe interferire con il sistema immunitario e ricombinare con virus e batteri già presenti nell'ospite, in modo da generare nuovi e imprevedibili agenti patogeni;
7. Le colture Terminator diffondono tra le piante la sterilità maschile
7.1 Le colture transgeniche in cui sono stati inseriti geni 'suicidi' per la sterilità maschile, reclamizzate come un mezzo per prevenire la diffusione dei transgeni, in realtà diffondono nell'ambiente, attraverso il polline, sia la sterilità maschile sia la tolleranza al diserbante.
8. I diserbanti ad ampio spettro sono altamente tossici per gli esseri umani e per le altre specie animali
8.1 L'ammonio glifosinato e il glifosato, i diserbanti usati con le piante GM resistenti a questi stessi erbicidi (e che attualmente rappresentano il 75% di tutte le piante GM coltivate al mondo), sono veleni metabolici sistemici;
8.2 L'ammonio glifosinato viene associato a varie forme di tossicità - neurologiche, respiratorie, gastrointestinali ed ematologiche - e a difetti congeniti nelle varie specie di mammiferi, compresa quella umana; questo composto è tossico anche per le farfalle e per molti insetti utili, per le larve dei molluschi e delle ostriche, per la dafnia e per alcuni pesci d'acqua dolce, in particolare per la trota iridea; esso inibisce i batteri e i funghi che svolgono nel terreno azioni vantaggiose, e in particolare i batteri fissatori dell'azoto;
8.3 Nel Regno Unito il glifosato è la causa più frequente di avvelenamento e vi sono stati casi di disturbi a molte funzioni organiche anche in seguito all'esposizione ai normali livelli d'uso del composto; l'esposizione al glifosato ha quasi raddoppiato, tra gli utilizzatori del composto, il rischio di aborti spontanei e di procreare bambini con difetti neurocomportamentali; il glifosato ritarda lo sviluppo dello scheletro fetale nei ratti di laboratorio, inibisce la sintesi degli steroidi ed è genotossico nei mammiferi, nei pesci e negli anfibi; l'esposizione alle dosi di irrorazione in campo ha causato nei lombrichi una mortalità di almeno il 50% e significativi danni intestinali nei lombrichi sopravvissuti; il Round Up (ovvero il glifosato nella formulazione prodotta da Monsanto) ha causato disfunzioni della divisione cellulare, un fenomeno che potrebbe essere collegato al cancro nell'uomo;
9. L'ingegneria genetica genera supervirus
9.1 I pericoli più insidiosi dell'ingegneria genetica sono inerenti al suo stesso processo, il quale fa aumentare notevolmente l'estensione e la probabilità del trasferimento genico orizzontale e della ricombinazione, la via principale con cui si generano virus e batteri patogeni;
9.2 Tecniche recenti, come il DNA shuffling [rimescolamento], consentono ai genetisti di generare in pochi minuti in laboratorio milioni di virus ricombinanti, mai esistiti in miliardi di anni di evoluzione;
9.3 I virus, i batteri patogeni e il loro materiale genetico costituiscono le materie prime e gli strumenti di elezione sia per l'ingegneria genetica, sia per la produzione di armi batteriologiche;
10. Il DNA transgenico presente nei cibi viene assorbito dai batteri a livello dell'intestino umano
10.1 E' stato osservato che il DNA transgenico delle piante alimentari viene assorbito dai batteri, sia nel terreno che nell'intestino di volontari umani; i geni marcatori per la resistenza ad antibiotici, presenti nei cibi transgenici, possono trasmettersi a batteri patogeni, fatto che rende poi molto difficile il trattamento delle infezioni.
11. DNA transgenico e cancro
11.1 E' provato che il DNA transgenico sopravvive alla digestione nell'intestino e che 'salta' nel genoma delle cellule di mammifero, dando luogo alla possibilità che si comporti da elemento cancerogeno;
11.2 L'uso di prodotti GM, ad esempio mais, per l'alimentazione animale può comportare rischi non solo per gli animali, ma anche per gli esseri umani che consumano i prodotti di quegli animali;
12.Il promotore 35S del CaMV [virus del mosaico del cavolfiore] rende più probabile e frequente il trasferimento orizzontale dei geni
12.1 Le prove sperimentali suggeriscono che i costrutti transgenici contenenti il promotore 35S del CaMV possono essere particolarmente instabili e inclini al trasferimento orizzontale e alla ricombinazione dei geni, con tutti i rischi che ne derivano: mutazioni geniche dovute a inserzione casuale, cancro, riattivazione di virus latenti e generazione di nuovi virus.
13. Una storia fatta di falsità e occultamenti di prove scientifiche
13.1 La storia degli OGM è fatta di falsità e occultamenti di prove scientifiche, in particolare per ciò che riguarda il trasferimento orizzontale dei geni. Gli esperimenti-chiave non sono stati effettuati, o sono stati effettuati male e poi presentati in modo distorto. Molti esperimenti non sono stati ripetuti nel tempo, comprese le ricerche sulla possibilità che il promotore 35S del CaMV sia responsabile degli effetti da fattore di crescita, osservati in giovani ratti alimentati con patate GM.
In conclusione, le colture GM non hanno portato i benefici promessi e stanno ponendo all'agricoltura problemi sempre più gravi.
LA CONTAMINAZIONE DA TRANSGENI È OGGI UN DATO DI FATTO AMPIAMENTE RICONOSCIUTO COME INEVITABILE, quindi NON PUÒ ESSERVI COESISTENZA tra agricoltura GM e non-GM.
Cosa più importante di tutte, la sicurezza delle colture GM non è mai stata provata.
Al contrario, le prove già emerse sono sufficienti a suscitare serie preoccupazioni circa i rischi posti dagli OGM, rischi che se ignorati potrebbero provocare danni irreversibili alla salute e all'ambiente.
LA COSA PIÙ OPPORTUNA SAREBBE QUINDI RESPINGERE E METTERE IMMEDIATAMENTE AL BANDO LE COLTURE GM.
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Perchè Sì all'agricoltura sostenibile?
14. Produttività e rese maggiori, soprattutto nel terzo mondo
14.1 8,98 milioni di agricoltori hanno adottato pratiche agricole sostenibili, per un totale di 28,92 milioni di ettari così coltivati in Asia, America latina e Africa; i dati, scientificamente affidabili, raccolti da 89 progetti dimostrano che queste pratiche portano a un aumento della produttività e delle rese del 50-100% per le colture non irrigate e del 5-10% per le irrigue. I maggiori successi si sono avuti in Burkina Faso, dove si è passati da un deficit di cereali di 644 chili all'anno a un'eccedenza annuale di 153 chili, in Etiopia, dove 12 500 famiglie di agricoltori hanno goduto di un aumento del 60% nelle rese dei raccolti e in Honduras e Guatemala, dove 45 000 famiglie hanno visto aumentare le rese da 400-600 kg/ha a 2.000-2.500 kg/ha;
14.2 Studi a lungo termine condotti in paesi industrializzati dimostrano che le rese dell'agricoltura biologica sono equiparabili a quelle dell'agricoltura convenzionale e spesso sono superiori.
15. Miglioramento dei terreni
15.1 Le pratiche agricole sostenibili riducono l'erosione del suolo, migliorano la struttura fisica del terreno e la sua capacità di ritenzione dell'acqua, tutti fattori di cruciale importanza per evitare la perdita dei raccolti durante i periodi di siccità;
15.2 La fertilità del suolo è mantenuta e aumentata dalle pratiche agricole sostenibili;
15.3 I suoli coltivati con le pratiche agricole sostenibili mostrano una maggiore attività biologica: un più alto numero di lombrichi, artropodi, micorrize ed altri funghi, e di microorganismi, tutti organismi utili per il riciclo dei nutrienti e per l'eliminazione naturale degli agenti patogeni;
16. Ambiente più pulito
16.1 Nell'agricoltura sostenibile è scarso o del tutto assente l'uso di prodotti chimici inquinanti;
16.2 Minori quantità di nitrati e fosforo raggiungono la falda freatica;
16.3 La filtrazione dell'acqua è migliore nei sistemi ad agricoltura biologica, che quindi sono meno esposti all'erosione e contribuiscono meno all'inquinamento delle acque per dilavazione delle superfici.
17. Riduzione degli antiparassitari, senza aumento dei parassiti
17.1 La lotta integrata ai parassiti ha ridotto il numero delle irrorazioni con antiparassitari da 3,4 a una per stagione in Vietnam, da 2,9 a 0,5 in Sri Lanka e da 2,9 a 1,1 in Indonesia;
17.2 Nella produzione californiana di pomodori, la scelta di non usare insetticidi di sintesi non ha comportato alcun incremento delle perdite di raccolto per danni da parassiti;
17.3 Il controllo dei parassiti si può realizzare senza ricorrere a antiparassitari e senza che ciò comporti perdite del raccolto, usando ad esempio colture 'trappola' per attirare la piralide, come si è visto nell'Africa orientale dove la piralide è un parassita importante;
18. Mantenimento e utilizzo della biodiversità
18.1 L'agricoltura sostenibile promuove la biodiversità in agricoltura, cruciale per la sicurezza alimentare; l'agricoltura biologica può sostenere un livello molto maggiore di biodiversità, con grande vantaggio per le specie che hanno subito significative riduzioni;
18.2 A Cuba i sistemi agricoli integrati sono da 1,45 a 2,82 volte più produttivi delle monocolture;
18.3 In Cina migliaia di coltivatori di riso hanno raddoppiato i raccolti e quasi eliminato una delle malattie del riso più devastanti, semplicemente piantando una mescolanza di due diverse varietà;
18.4 L'agricoltura biologica fa crescere la biodiversità, portando effetti benefici quali il recupero di terreni degradati, il miglioramento della struttura del suolo e della sua capacità di filtrazione dell'acqua.
19. L'agricoltura biologica è sostenibile sia dal punto di vista dell'ambiente che dell'economia
19.1 Una ricerca sulla produzione delle mele con sistemi agricoli diversi ha rivelato che l'agricoltura biologica si colloca al primo posto per quanto riguarda la sostenibilità ambientale ed economica; al secondo posto si piazza il sistema della lotta integrata e all'ultimo quello dell'agricoltura convenzionale; le mele biologiche si sono rivelate le più redditizie per il loro più alto prezzo di mercato, per il più rapido ritorno degli investimenti e un più veloce recupero dei costi;
19.2 Uno studio condotto su tutta l'Europa ha indicato che l'agricoltura biologica dà risultati migliori di quella convenzionale, rispetto alla grande maggioranza degli indicatori ambientali;
19.3 Un'indagine condotta dall'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle Nazioni Unite (la FAO) ha concluso che le pratiche di agricoltura biologica opportunamente applicate portano a un miglioramento delle condizioni ambientali, a tutti i livelli.
20. Effetti positivi sui cambiamenti climatici, tramite la riduzione del consumo diretto e indiretto di energia
20.1 L'agricoltura biologica usa l'energia in modo molto più efficiente, e riduce notevolmente le emissioni di CO2, rispetto all'agricoltura convenzionale sia per quanto riguarda il consumo diretto di energia sotto forma di combustibili fossili, sia riguardo al consumo indiretto connesso con l'uso di fertilizzanti e antiparassitari chimici di sintesi;
20.2 L'agricoltura sostenibile ristabilisce la materia organica del suolo, aumentando la quantità di carbonio sequestrato nel terreno, quindi sottraendo significative quantità di carbonio dall'atmosfera;
20.3 L'agricoltura biologica probabilmente emette meno biossido di azoto (N2O), un altro importante gas serra e una delle cause della distruzione dello strato di ozono.
21. Produzione efficiente, ad alto profitto
21.1 Nell'agricoltura biologica qualunque eventuale riduzione delle rese è più che compensata dai miglioramenti ecologici e dagli aumenti di efficienza;
21.2 Le aziende biologiche, più piccole, producono molto di più per unità di superficie che non i ben più grandi appezzamenti di terreno caratteristici dell'agricoltura convenzionale;
21.3 Nell'agricoltura biologica i costi di produzione sono spesso più bassi che nell'agricoltura convenzionale, portando a ritorni netti equivalenti o più alti anche senza il premio sui prezzi dei prodotti biologici; quando si tiene conto dei prezzi più alti per i prodotti biologici, i profitti di questo sistema di agricoltura sono quasi sempre superiori.
22. Aumento della sicurezza alimentare e dei vantaggi alle comunità locali
22.1 Un'indagine sui risultati dei progetti di agricoltura sostenibile ha dimostrato che la produzione media alimentare per famiglia è aumentata di 1,71 tonnellate all'anno (fino al 73%) per 4,42 milioni di coltivatori che lavorano 3,58 milioni di ettari, portando alle comunità locali grandi benefici in termini di sicurezza alimentare e di salute;
22.2 L'aumento della produttività fa aumentare la quantità di cibo disponibile e i redditi, quindi riduce la povertà aumentando l'accesso al cibo, riducendo la malnutrizione e migliorando le condizioni di salute e di vita;
22.3 I metodi dell'agricoltura sostenibile attingono intensamente dalle conoscenze tradizionali indigene e danno importanza all'esperienza dei coltivatori e alle loro innovazioni, quindi ne migliorano la condizione sociale e l'autonomia, rafforzando le relazioni sociali e culturali all'interno delle comunità locali;
22.4 Per ogni sterlina spesa per acquistare prodotti dell'agricoltura biologica (in uno studio condotto nel Regno Unito), vengono generate 2.59 sterline per l'economia locale; per ogni sterlina spesa in un supermercato, vengono generate soltanto 1,40 sterline per l'economia locale.
23. Prodotti alimentari migliori per la salute
23.1 Il cibo biologico è più sicuro, poiché nell'agricoltura biologica è vietato l'uso di antiparassitari; è perciò raro trovare in questi alimenti residui chimici nocivi;
23.2 Nella produzione biologica è vietato l'uso di additivi artificiali, come i grassi idrogenati, l'acido fosforico, l'aspartame e il glutammato monosodico, che sono stati messi in relazione con patologie molto diverse quali le cardiopatie, l'osteoporosi, l'emicrania e l'iperattività;
23.3 Vari studi hanno dimostrato che, in media, i cibi biologici hanno un contenuto più alto di vitamina C, di minerali e di fenoli - composti vegetali che possono combattere le cardiopatie e il cancro e alleviano le disfunzioni neurologiche correlate con l'età - e un contenuto significativamente più basso di nitrati, che sono sostanze tossiche
Le pratiche dell'agricoltura biologica hanno dimostrato di avere effetti positivi su tutti gli aspetti riguardanti la salute e l'ambiente. In più queste pratiche agricole sono ovunque fonte di sicurezza alimentare, benessere sociale e culturale per tutte le comunità locali. E' necessario e urgente il completo passaggio, a livello mondiale, a tutte le forme di agricoltura sostenibile.
Alcuni degli scienziati che formano l'ISP (il gruppo di scienziati indipendenti) sugli OGM:
Prof. Miguel Altieri
Professore di Agroecologia, University of California, Berkeley, USA
Dr. Michael Antoniou
Senior Lecturer in Genetica Molecolare, GKT School of Medicine, King's College, London
Dr. Susan Bardocz
Biochimica, già attiva al Rowett Research Institute, Scotland
Prof. David Bellamy OBE
Botanico di fama internazionale, ambientalista, giornalista; insignito di numerosi premi e riconoscimenti; Presidente & Vice Presidente di molte organizzazioni per la conservazione e la tutela ambientale
Dr. Elizabeth Bravo V.
Biologa, ricercatrice e attivista nelle campagne di informazione sui temi della biodiversità e degli OGM; cofondatrice di Acción Ecológica; part-time lecturer alla Universidad Politécnica Salesiana, Ecuador
Prof. Joe Cummins
Professor Emeritus di Genetica, University of Western Ontario, London, Ontario, Canada
Dr. Stanley Ewen
Istopatologo presso il Grampian University Hospitals Trust; già Senior Lecturer di Patologia, University of Aberdeen; responsabile dello Scottish Colorectal Cancer Screening Pilot Project
Edward Goldsmith
Ambientalista, insignito di numerosi premi e riconoscimenti, studioso, autore e fondatore di The Ecologist
Dr. Brian Goodwin
Studioso attivo a Residence, Schumacher College, England
Dr. Mae-Wan Ho
Cofondatrice e Direttrice dell'Institute of Science in Society; Editore di Science in Society; Consulente scientifico per The Third World Network e per the Roster of Experts for the Cartagena Protocol on Biosafety; Visiting Reader, Open University, UK e Visiting Professor di Fisica organica, Università di Catania, Sicilia, Italia
Prof. Malcolm Hooper
Professor Emeritus presso la University of Sunderland; già Professore di Chimica Medica, Faculty of Pharmaceutical Sciences, Sunderland Polytechnic; Chief Scientific Consulent per i Gulf War Veterans
Dr. Vyvyan Howard
Medico patologo, Developmental Toxico-Pathology Group, Department of Human Anatomy and Cell Biology, The University of Liverpool; Membro dell'UK Government's Advisory Committee on Pesticides
Dr. Brian John
Studioso di geomorfologia e scienze ambientali; Fondatore e per lungo tempo Presidente del West Wales Eco Centre
Prof. Marijan Jost
Professore di Plant Breeding and Seed Production, Agricultural College Križevci, Croatia
Lim Li Ching
Ricercatrice, Institute of Science in Society e Third World Network; deputy-editor di Science in Society
Dr. Eva Novotny
Astronoma, attivista in campagne sugli OGM per Scientists for Global Responsibility, SGR
Prof. Bob Orskov OBE
Capo della International Feed Resource Unit in Macaulay Institute, Aberdeen, Scotland; Membro della Royal Society of Edinburgh, FRSE; Membro della Polish Academy of Science
Dr. Michel Pimbert
Ecologo, International Institute for Environment and Development
Dr. Arpad Pusztai
Consulente privato; già Senior Research Fellow al Rowett Research Institute, Aberdeen, Scotland
David Quist
Docente di ecologia microbica, Ecosystem Science Division, Environmental Science, Policy and Management, University of California, Berkeley, USA
Dr. Peter Rosset
Ecologo ed esperto di sviluppo rurale; Codirettore di the Institute for Food and Development Policy (Food First), Oakland, California, USA
Prof. Peter Saunders
Professore di Matematica Applicata al King's College, London
Dr. Veljko Veljkovic
Virologo, esperto di AIDS, Center for Multidisciplinary Research and Engineering, Institute of Nuclear Sciences, VINCA, Belgrade, Yugoslavia
Roberto Verzola
Philippine Greens; Membro del Board of Trustees, PABINHI (network per un'agricoltura sostenibile), Coordinatore, SRI-Pilipinas
Dr. Gregor Wolbring
Biochimico, University of Calgary, Alberta, Canada; Adjunct Assistant Professor su temi di bioetica, University of Calgary; Adjunct Assistant Professor, University of Alberta; Fondatore e Direttore Esecutivo dell'International Center for Bioethics, Culture and Disability; Fondatore e Coordinatore dell'International Network on Bioethics and Disability
Prof. Oscar B. Zamora
Professore di Agronomia, Department of Agronomy, University of the Philippines Los Banos-College of Agriculture (UPLB-CA), College, Laguna, The Philippines
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